Disforia infantile: il paradosso che cancella l’omosessualità

Disforia infantile: il paradosso che cancella l’omosessualità

Autori Sociologia Italia
Anno 2026 (Agosto)
Fonte Sociologia Italia
Argomento: Aspetti sociologici del trattamento della disforia di genere

Sintesi

“La tesi che intendo sostenere è la seguente: la precoce etichettatura della disforia di genere e la conseguente medicalizzazione dell’infanzia rappresentano un caso esemplare di come, nella tarda modernità, il sapere esperto plasmi le identità soggettive, spesso in dialogo con interessi economici e ideologici. Attraverso il contributo di alcuni classici delle scienze sociali – da Foucault a Conrad, da Becker a Giddens – mostrerò come questo processo rischi di produrre una sorta di «profezia che si autoavvera», convogliando le varianze di genere verso un’unica narrazione medicale, a scapito della ricchezza delle biografie individuali e, in particolare, dell’espressione di orientamenti omosessuali…. Dall’analisi condotta emergono tre indicazioni per una politica sociosanitaria più equilibrata. In primo luogo, è necessario ristabilire una gerarchia tra sostegno psicologico e intervento medico: nessun bambino dovrebbe essere avviato a percorsi di blocco puberale senza aver prima ricevuto un solido accompagnamento psicologico che esplori tutte le dimensioni della sua identità, compreso il possibile orientamento omosessuale. In secondo luogo, le linee guida pediatriche dovrebbero distinguere con maggiore chiarezza tra espressione di genere atipica e disforia persistente, evitando diagnosi frettolose a tre anni. In terzo luogo, è indispensabile una riflessione pubblica sul conflitto di interessi che lega alcuni professionisti e alcune associazioni a un’industria farmaceutica in cerca di nuovi mercati. La sociologia, con la sua vocazione a svelare i processi sociali che appaiono naturali, ci ricorda che nessuna identità – nemmeno quella di genere – è un’isola: siamo tutti plasmati da discorsi, poteri e interessi. Riconoscerlo non significa negare il diritto di ciascuno a vivere secondo la propria percezione di sé, ma esige un supplemento di prudenza quando si tratta di bambini che hanno tutto il tempo per diventare ciò che vorranno – anche gay, lesbiche o semplicemente adulti non medicalizzati.”

Assistente di GenerAzioneD Online
Ciao, posso aiutarti a trovare informazioni nel nostro archivio e fornire risposte complete alle tue domande. Cosa vuoi sapere?