Dalla transidentità alla transidentificazione. L’attivazione rapida della disforia di genere negli adolescenti che affrontano il malessere della pubertà

De la transidentité à la transidentification. Déclenchement rapide de la « dysphorie de genre » chez des adolescents confrontés au malaise pubertaire

Autori Céline Masson, Alexandre Ledrait, Anna Cognet, Nicole Athéa
Anno 2024 (Settembre)
Fonte L'Évolution Psychiatrique
Argomento: Pubertà e disforia di genere

Sintesi

“Pertanto, sulla base di questi dati clinici, come possiamo concepire l’ascolto, l’impegno nel lavoro psicologico e il nostro posizionamento nei confronti di queste ragazze adolescenti? Gli incontri con queste ragazze, per quelle che loro definiscono “richieste di transizione”, vengono il più delle volte avviati sotto il segno dell’imperativo di rispondere alla loro richiesta e alla loro esigenza di un rapido accesso a trattamenti ormonali o addirittura chirurgici. La difficoltà risiede nella loro determinazione e convinzione, ma soprattutto nella loro intensa sofferenza, che si manifesta con crolli emotivi di grande portata o richieste insistenti. A volte occorrono molti mesi trascorsi a garantire una presenza che miri, in un primo momento, solo ad accogliere e a dare credito a questa sofferenza, affinché possa gradualmente emergere un’articolazione significativa. Ciò dimostra quanto sia importante prendersi il tempo necessario, «dare tempo al tempo», non rispondere con azioni impulsive e cercare di intraprendere un lavoro psicologico ogni volta che sia possibile… La questione del quadro etico per la pratica con questi giovani è urgente. Il riferimento all’ascolto psicoanalitico implica considerare le dinamiche trasferali, individuare la natura della richiesta e rimanere fedeli al principio dell’assenza di una conoscenza che possa essere definita in nome di una verità prestabilita. L’attenzione dedicata all’ascolto di queste giovani e alla loro richiesta non può ridursi alla realtà del corpo in sé, ma deve cercare di aprire un altro spazio, che l’analisi delle dinamiche trasferali può tentare di realizzare. Il gioco del confronto speculare a cui queste ragazze si prestano è forse una maschera che può essere superata per aprire un’altra scena. A volte, si tratta piuttosto di uno schermo, il che richiederà l’uso di tutti gli spazi istituzionali disponibili per cercare di instaurare una terza parte nello spazio di cura. Si tratta quindi di cercare di ascoltare la richiesta, di avvicinarsi il più possibile alle domande che il giovane si pone, senza pregiudizi, modellandosi così per aderire ai principi stessi della psicoanalisi: liberarsi da ogni giudizio a priori e collocarsi nella massima vicinanza possibile, «caso per caso», al discorso e al linguaggio di ciascuno, con i suoi effetti di risonanza che formano un corpo e che al tempo stesso separano. Ciò che potremmo notare qui è il registro arcaico a cui questi adolescenti ci richiamano e la necessità di ascoltarli con tutta la presenza e la disponibilità psichica possibili. Questo quadro dovrebbe consentire di ripristinare la funzione simbolica di un Altro che ha fallito, di dare consistenza a un narcisismo vacillante, facendo eco a ciò che Winnicott ha saputo trasmetterci. Winnicott affermava che «l’adolescente non vuole essere compreso», aggiungendo che «questo periodo della vita, che è essenzialmente un periodo di scoperta di sé, deve essere vissuto. Ognuno è impegnato in un’esperienza, quella del vivere, e in un problema, quello dell’esistere. Il problema», aggiunge, «è che siamo messi alla prova e, in quanto adulti, dobbiamo affrontarlo piuttosto che rimediare ad esso». Si tratta quindi di sostenere e ascoltare ogni adolescente nel suo percorso soggettivo in quanto soggetto desiderante, tenendo presente la necessaria differenziazione clinica tra transidentità e transidentificazione: mentre la persona trans cambia corpo e aspetto per trovare la propria identità, i nostri adolescenti sintomatici cercano un’identità attraverso un’immagine corporea idealizzata, o addirittura un corpo apparente spogliato dei suoi attributi sessuali.”

Citazioni in lingua originale

“Thus, based on these clinical data, how can we envisage listening, engaging in psychological work, and positioning ourselves with these adolescent girls? Meetings with these girls, for what they call "transition requests", are most often initiated with them under the seal of the imperative to respond to their request and their demand for rapid access to hormonal or even surgical treatment. The difficulty lies in their determination and conviction, but above all in their intense suffering expressed by massive collapses or sustained demands. It sometimes takes many months spent ensuring a presence that aims, at first, only to welcome and attest to this suffering, for a significant articulation to gradually emerge. This shows how important it is to take time, to "give time to time", not to respond by acting out and to try to engage in psychological work whenever possible.... The question of the ethical framework for practice with these young people is a pressing one. The reference to psychoanalytical listening implies considering the transferential stakes, situating the nature of the request, and remaining faithful to the principle of the absence of a knowledge that could be defined in the name of a pre-established truth. The attention paid to listening to these young people and to their request cannot be reduced to the reality of the body itself, but must attempt to open up another space, which the analysis of transferential issues can try to bring about. The game of specular confrontation to which these girls lend themselves is perhaps a mask that can be overcome and open up another scene. Sometimes, it is more of a screen, which will require the use of all available institutional spaces to try to establish a third party in the care space. It is therefore a question of trying to hear the request, to be as close as possible to the questions that the young person is asking, without prejudice, thus molding itself to adhering to the very principles of psychoanalysis: to free oneself from any a priori judgement and to situate oneself in the greatest possible proximity, "case by case", with the discourse and language of each person, with its effects of resonance which form a body and which at the same time separate. What we could note here is the archaic register to which these adolescents summon us and the need to listen to them with all the presence and psychic availability possible. This framework should make it possible to restore the symbolic function of an Otherthat has failed, to give consistency to a failing narcissism, echoing what Winnicott was able to transmit to us. Winnicott said that "the adolescent does not want to be understood", adding that "this period of life, which is essentially a period of personal discovery, must be lived. Everyone is engaged in an experience, that of living, and in a problem, that of existing. The problem," he further advances, "is that we are challenged, and we must, as adults, face up to it rather than remedy it". It is therefore a question of supporting and listening to each adolescent in his or her subjective journey as a desiring subject, while keeping in mind the necessary clinical differentiation between transidentity and transidentification: whereas the trans person changes body and appearance to find his or her identity, our symptomatic adolescents seek an identity through an idealised body image, or even an apparent body stripped of its sexual attributes.”

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