Sintesi
“Apprezzo con tutto il cuore il termine ‘procedure di rifiuto del sesso’… perché cambia completamente la cornice concettuale. …Andrei un passo oltre e userei il termine ‘procedure di rifiuto del sé’. … Se mente e corpo costituiscono una persona integrata, allora il rifiuto del corpo non può essere descritto come la liberazione di un sé separato e più autentico… Rappresenta, quantomeno, un profondo conflitto interno al sé: un aspetto fondamentale del sé – il corpo sessuato – viene visto come inaccettabile ed estraneo. …’Sono nel corpo sbagliato’… non sono sentimenti. Sono idee su se stessi: interpretazioni dell’esperienza. …La domanda si sposta dalla comprensione della sofferenza – Cosa sto provando, e perché? – verso l’immaginazione della sua risoluzione: devo diventare diverso. …Il corpo endogeno è l’unico corpo nato organicamente… È la realtà biologica, vivente, della persona. …Il sé idealizzato… è una costruzione immaginaria di un’esistenza alternativa. … la tecnologia medica introduce la possibilità, storicamente insolita, di attuare una trasformazione simbolica sul corpo fisico stesso… La metafora si fa carne. …Si consideri il concetto di stimolo supernormale di Nikolaas Tinbergen. … Mi chiedo se il sé idealizzato, realizzabile tecnologicamente, possa esercitare una sorta di attrazione psicologica simile. …Il sé idealizzato può occupare sempre più l’immaginazione mentre il sé incarnato esistente… viene trascurato. …E qual è il compito terapeutico? È diventare curiosi riguardo a questa divisione… La narrazione ideologico-culturale dice: Non rinunciare alla possibilità di diventare il sé che hai immaginato… Ma il corpo naturale e biologico non impedisce al sé autentico di emergere. …Le procedure di rifiuto del sé rischiano di oscurare e distorcere il percorso verso l’integrazione tra mente e corpo… Ciò che rischia di essere oscurato, nel processo, è il lavoro più silenzioso e comune di abitare e integrare la vita e il corpo che sono effettivamente i propri.”
Citazioni in lingua originale
"I wholeheartedly appreciate the term 'sex-rejecting procedures'... because it changes the conceptual frame entirely. … I would go one step further and use the term 'self-rejecting procedures.' … If mind and body constitute an integrated person, then rejecting the body cannot be described as the liberation of a separate, more authentic self... At minimum, it represents a profound conflict within the self: a fundamental aspect of the self—the sexed body—is seen as unacceptable and foreign. …'I am in the wrong body'... are not feelings. These are ideas about the self: interpretations of experience. … The question shifts from understanding the distress—What am I feeling, and why?—toward imagining its resolution: I must become different. …The endogenous body is the only body that arose organically... It is the person’s living, biological reality. …The idealized self... is an imaginative construction of an alternative existence. …medical technology introduces the historically unusual possibility of enacting symbolic transformation upon the physical body itself... The metaphor is made flesh. …Consider Nikolaas Tinbergen’s concept of the supernormal stimulus. …I wonder whether the technologically realizable idealized self can exert a similar kind of psychological pull. …The idealized self can increasingly occupy the imagination while the existing embodied self... is neglected. …And what of the therapeutic task? It is to become curious about the division itself… The ideological cultural narrative says: Do not relinquish the possibility of becoming your imagined self... But the natural, biological body does not prevent the authentic self from emerging. …Self-rejecting procedures risk obscuring and distorting the path toward mind-body integration... What can become obscured in the process is the quieter, unexotic work of inhabiting and integrating the life and body that are actually one’s own."