Sintesi
“A partire dal 2015, il mondo occidentale ha assistito a un aumento esponenziale di giovani che soffrivano di disagio di genere e si identificavano come transgender, molti dei quali erano donne il cui disagio di genere era iniziato dopo l’inizio della pubertà e molti dei quali presentavano coesistenti problematiche di salute mentale e di sviluppo neurologico. Sebbene il protocollo olandese fosse destinato a una coorte di pazienti molto diversa, si è diffuso a livello internazionale, diventando noto come approccio affermativo di genere, che afferma il genere autodichiarato di un giovane. Questo approccio è stato oggetto di un maggiore scrutinio negli ultimi 5 anni e i governi hanno riconosciuto la necessità di rivedere l’approccio affermativo. La pubblicazione da parte di Finlandia, Svezia e Norvegia di linee guida cliniche basate su revisioni sistematiche delle prove scientifiche, che richiedevano un approccio più cauto allo sviluppo, è stata seguita dalla Cass Review, che si è basata su diverse revisioni sistematiche della letteratura, studi qualitativi e indagini condotte presso cliniche specializzate in questioni di genere. Data la scarsa certezza delle prove scientifiche relative alla medicina di genere pediatrica, si moltiplicano ora le richieste di maggiore cautela e di un approccio più olistico e orientato allo sviluppo, anche da parte dell’EAP e dell’ESCAP, che mettono in guardia dall’indebolimento della protezione della salute e dalle questioni bioetiche”.
Citazione in lingua originale
“Beginning in 2015, the western word began to see an exponential rise of young people experiencing gender distress, identifying as transgender – many of them female whose gender distress began after the onset of puberty and many with co-existing mental health and neurodevelopmental conditions. While the Dutch protocol was to be used with a very different cohort of patients, it spread internationally, becoming known as the gender affirmative approach, affirming a young person’s self-declared gender. This approach has received greater scrutiny over the last 5 years and governments have recognised the need to review the affirmation approach. FI, SE and NO’s publication of clinical guidelines based on systematic reviews of the evidence, called for a more cautious developmental approach was followed the Cass Review, which was informed by several systematic reviews of the literature, qualitative studies and surveys of gender clinics. Given the low certainty evidence for paediatric gender medicine there are now growing calls for greater caution, and a more holistic, developmental approach, including from the EAP and ESCAP warning of the weakening of health protection and bioethical issues”.