Sintesi
“Le persone autistiche sono particolarmente inclini a un pensiero rigido o “in bianco e nero”. Chiunque abbia un figlio con disforia di genere coinvolto nell’attuale vortice dell’identificazione trans può testimoniare quanto possa essere difficile mettere in discussione le sue idee. Molti genitori descrivono i loro figli come se “leggessero da un copione”, ripetendo a pappagallo la posizione di un attivista che hanno imparato a memoria nelle comunità online. Il pensiero in bianco e nero va di pari passo con un forte senso di giustizia sociale e una sorta di assolutismo morale – un altro motivo per cui il movimento per i diritti trans può esercitare un tale fascino. Un pensiero letterale di questo tipo può portare i bambini autistici a supporre che se qualcuno usa pronomi di sesso opposto quando si riferisce a loro, abbia effettivamente cambiato sesso. La situazione diventa critica quando l’intera società è complice di questa illusione, spesso a partire dalla famiglia e dagli amici, per poi estendersi fino a includere scuole, servizi sanitari, enti di beneficenza, polizia, governo, media e aziende … La diagnosi di disforia di genere nei giovani autistici spesso implica un “offuscamento diagnostico”, che descrive una situazione in cui una condizione o disabilità percepita (in questo caso la disforia di genere) “offusca” ogni altro fattore che potrebbe contribuire alla salute/stato mentale del paziente, nel nostro caso compreso l’autismo … Molti bambini che altrimenti soddisferebbero tutti i requisiti della Disforia di Genere a Insorgenza Rapida (ROGD) credono di essere l’eccezione alla regola. In altre parole, riconoscono la possibilità dell’esistenza di un contagio sociale, o che un’identità trans possa essere una scelta di vita alla moda per un gruppo di giovani in crescita esponenziale, pur insistendo sul fatto che il loro caso sia diverso. La chiarezza di questa narrazione è di per sé un esempio di pensiero in bianco e nero. I genitori spesso descrivono bambini e ragazzi come persone che riscrivono la propria storia, sostenendo di essere “sempre stati trans”.Questo esercizio di bias di conferma fa sì che un passato non disforico venga erroneamente ricordato come disseminato di segnali rivelatori. Il mito trans è pieno di rigidità e di pensiero in bianco e nero. È quasi come se il mito fosse stato specificamente progettato per una sensibilità autistica … Come abbiamo visto, le persone autistiche hanno una notevole capacità di sistematizzazione, che può manifestarsi in un livello impressionante di competenza in un campo specifico, al limite dell’ossessione … Un problema con la preoccupazione per le persone trans è che, poiché coinvolge il concetto stesso di sé, può diventare un’ossessione duratura… Come per tutti gli interessi particolari, c’è una tendenza alla ripetizione, che crea un senso di sicurezza e protezione”.
Citazione in lingua originale
“Autistic people are especially prone to rigid or ‘black-and-white’ thinking. Anyone with a gender dysphoric child caught up in the current trans-identifying maelstrom will attest to how difficult it can be to challenge their ideas. Many parents describe their children as ‘reading from a script’, parroting an activist’s stance that they have learned by rote in online communities. Black-and-white thinking goes hand in hand with a strong sense of social justice and a kind of moral absolutism — another reason why the trans rights movement can hold such appeal. Literal thinking of this kind can lead autistic kids to assume that if someone uses opposite sex pronouns when referring to them, they have actually changed sex. The situation becomes critical when the whole of society colludes in this delusion, often starting with family and friends, and spreading to include schools, the health services, charities, police, government, media and corporations… Diagnosing gender dysphoria in young autistic people often involves ‘diagnostic overshadowing’, which describes a situation where one perceived condition or disability – gender dysphoria, in this case – ‘overshadows’ every other factor which might be contributing to the patient’s health/state of mind, in our case, including autism… Many children who would otherwise tick all the boxes for Rapid-Onset Gender Dysphoria (ROGD) believe they are the exception to the rule. In other words, they acknowledge the possibility of the existence of social contagion, or that a trans identity may be a trendy lifestyle choice for an exponentially growing group of young people, all whilst insisting that their own case is different. The clarity of this narrative is itself an example of black-and-white thinking. Parents often describe children and young people as rewriting their own history, claiming that they have ‘always been trans’. This exercise in confirmation bias mis-remembers a non-dysphoric past as being littered with telltale signs. The trans mythos is full of rigidity and black-and-white thinking. It is almost as if the myth was specifically designed for an autistic sensibility…. As we have seen, autistic people have a remarkable ability to systematise, which can manifest as an impressive level of expertise in a specific field, bordering on obsession.., One issue with the trans preoccupation is that, because it involves the very concept of the self, it can become a lasting obsession… As with all special interests, there is a tendency towards repetition, which creates a feeling of safety and security…”.