Sintesi
“In assenza di dati ufficiali sull’Italia, gli unici che utilizza questa testata, vediamo che cosa succede all’estero. Tra il 2017 e il 2021, il numero di minori negli Stati Uniti e in Canada sottoposti a trattamenti con i bloccanti della pubertà o ormoni sessuali è più che raddoppiato e le diagnosi di disforia di genere in età pediatrica sono addirittura triplicate. Ma c’è un dato che pesa più di tutti: gli studi disponibili indicano che solo tra il 12% e il 27% degli adolescenti che pensavano di essere transgender, hanno continuato i trattamenti anche in età adulta. Significa che tra il 73% e l’88% dei casi i trattamenti sono stati sbagliati. È questo divario tra l’aumento delle diagnosi e la bassa persistenza nel tempo a orientare il dibattito scientifico, soprattutto in Europa. Questo quadro emerge da Teenagers, Children, and Gender Transition Policy (luglio 2024), un report che paragona Europa, Stati Uniti e Canada nel modo in cui regolano l’accesso dei minori ai percorsi di transizione di genere. Il confronto tra regole, protocolli sanitari ed età di accesso evidenzia che in Europa (soprattutto nei Paesi del Nord) le istituzioni hanno alzato le soglie di età e limitato l’uso dei trattamenti, mentre in Nord America la scelta della persona che ritiene di essere di un sesso “sbagliato” è ancora determinante“.