Sintesi
“Questo articolo esamina criticamente le dinamiche cliniche e istituzionali che hanno contribuito alla chiusura del Gender Identity Development Service (GIDS) del Tavistock. …la diffusione, spesso poco riflessiva, di protocolli basati sull’affermazione ha ridotto le opportunità di riflessione, sia nel lavoro clinico che a livello sistemico… le ansie istituzionali, tra cui narcisismo epistemico, logica binaria (il sistema di credenze del ‘NOT’) e preoccupazioni reputazionali, hanno contribuito a un crollo del contenimento terapeutico… GIDS mancava di una solida base di evidenze. La curiosità clinica e il monitoraggio degli esiti sono stati costantemente sopraffatti da ideologia politica e conformismo di gruppo… GIDS non effettuava follow-up sui bambini che trattava, un fallimento straordinario della governance clinica… Gli adolescenti… descrivono spesso un profondo senso di alienazione dai propri corpi… cercando di modificarli per risolvere una contraddizione intollerabile… Un’identità trans può agire come una difesa, proteggendo da confusione, auto-disprezzo o ansia non espressa… narrazioni di sé rigide e un forte impulso alla transizione… nascondono traumi irrisolti, confusione identitaria o vulnerabilità neuroevolutive… l’identità può essere plasmata meno dall’integrazione e più dalla negazione… Alcuni adolescenti adottano un sistema di credenze ‘NOT’ strutturato in modo analogo: non sono questo, non sono quello, non sono ciò che gli altri vedono… l’affermazione… se usata in modo prescrittivo… sopprime il pensiero simbolico e ostacola l’integrazione emotiva… una validazione prematura può congelare queste dinamiche invece di illuminarle… la certezza… riflette spesso una struttura difensiva concepita per respingere un’ambiguità psichica intollerabile… I bloccanti della pubertà possono funzionare come fuga dalla realtà del tempo: interrompendo la crescita emotiva, sospendendo il conflitto psicologico… Gli ormoni cross-sex possono essere visti come capaci di rendere il corpo invulnerabile… la transizione può offrire coerenza attraverso una chiusura difensiva piuttosto che attraverso l’integrazione… molti realizzano che la transizione non ha ottenuto il cambiamento sperato… Gli individui possono sentirsi psicologicamente senza casa, estraniati sia dalla loro identità di nascita sia da quella adottata… La fantasia di rinascita lascia il posto alla realtà del dopo… il clinico diventa il bersaglio di un super-io disconosciuto… mettere in discussione spesso funziona come un tradimento… tentare di articolare l’incoerenza può essere vissuto come persecuzione… gli sforzi per esaminare i fattori psicologici sottostanti sono spesso marginalizzati o patologizzati… le istituzioni imitano le difese osservate nei loro pazienti — scissione, negazione e idealizzazione… i clinici che mettono in discussione i protocolli basati sull’affermazione possono subire danni reputazionali, reclami formali o censura istituzionale… il ruolo del terapeuta può spostarsi da clinico riflessivo a semplice specchio validante… la cura etica… significa creare ambienti che facilitino l’integrazione e il pensiero simbolico… Supportare i giovani… implica accettare la complessità, onorare il dubbio e resistere alla tentazione di trasformare il dolore psichico in certezza procedurale.”
Citazioni in lingua originale
“This paper critically examines the clinical and institutional dynamics that contributed to the closure of Tavistock's Gender Identity Development Service (GIDS). …the widespread, often unreflective adoption of affirmation-based protocols curtailed opportunities for reflection, both in clinical work and at the systemic level….institutional anxieties including epistemic narcissism, binary logic (the ‘NOT’ belief system) and reputational concerns have contributed to a breakdown in therapeutic containment….GIDS lacked a solid evidence base. Clinical curiosity and outcome monitoring were consistently overridden by political ideology and groupthink….GIDS did not follow up on the children it treated, an extraordinary failure of clinical governance…Adolescents… often describe a profound sense of alienation from their physical bodies… seeking to alter their bodies to resolve an intolerable contradiction….A trans identity might act as a defence, shielding against confusion, self-hatred or unspoken anxiety…rigid self-narratives and a strong impulse towards transition… conceal unresolved trauma, identity confusion or neurodevelopmental vulnerabilities…identity may be shaped less by integration and more by negation…Some adolescents adopt a similarly structured ‘NOT’ belief system: I am not this, not that, not what others see….affirmation… when used prescriptively… suppresses symbolic thought and impedes emotional integration…premature validation can freeze these dynamics rather than illuminate them…certainty… often reflects a defensive structure designed to ward off intolerable psychic ambiguity…Puberty blockers can act to escape the reality of time: halting emotional growth, suspending psychological conflict…Cross-sex hormones may be viewed as making the body invulnerable…transition may offer coherence through defensive foreclosure rather than integration….many realise that the transition did not achieve the hoped-for change…Individuals may feel psychologically homeless, estranged from both their birth and adopted identities…The fantasy of rebirth gives way to the reality of the aftermath…the clinician becomes the target of a disavowed superego… questioning often functions as a betrayal…attempting to articulate incoherence may be experienced as persecution…efforts to examine underlying psychological factors are often marginalised or pathologised….institutions mimic the defences seen in their patients—splitting, denial and idealisation…clinicians questioning affirmation-based protocols may face reputational damage, formal complaints or institutional censure….the therapist’s role might shift from a thoughtful clinician to a validating mirror…ethical care… means creating environments that facilitate integration and symbolic thought…Supporting young people… involves accepting complexity, honouring doubt and resisting the temptation to turn psychic pain into procedural certainty.”