Autismo e disforia di genere, parte 5 – ADHD (Disturbo da deficit di attenzione/iperattività)

Autism and Gender Dysphoria, Part 5 - ADHD

Autori  SMITH M. 
Anno 2025 (Dicembre)
Fonte Genspect
Argomento: Approfondimento sul rapporto tra disforia di genere e autismo

Sintesi

“A differenza dell’autismo, la relazione tra ADHD e disforia di genere non è stata ampiamente affrontata nella letteratura scientifica o nel dibattito più tradizionale. Laddove compare, l’ADHD viene spesso confuso con l’autismo… Come abbiamo visto con l’autismo, essere oggetto di bullismo di persona o online può rendere la convalida che deriva dall’adozione di un’identità trans molto attraente per i bambini e i ragazzi con ADHD. Le persone con ADHD sono particolarmente suscettibili alla dipendenza, e un’ossessione per il mondo trans può essere proprio questo. Passare la notte in bianco a causa dell’attività online peggiora i sintomi dell’ADHD. Sebbene, come abbiamo visto, parte del fascino dell’ideologia di genere sia la sua vistosità tecnologica – slogan che forniscono una soluzione rapida, video di influencer incisivi, cartoni animati, ecc. – resta il fatto che i bambini con ADHD, come i loro coetanei autistici, sono molto inclini al sovraccarico sensoriale. Queste abitudini online, unite alla mancanza di sonno, non solo esacerbano i sintomi dell’ADHD, ma cementano anche le fissazioni di genere. I bambini e gli adolescenti con ADHD hanno maggiori probabilità di adottare comportamenti a rischio rispetto ai neurotipici. Questi possono includere fumo, alcol, assunzione di droghe, rapporti sessuali non protetti e comportamenti impulsivi in ​​diversi contesti. L’attrazione e l’adesione all’ideologia di genere rappresentano proprio un comportamento rischioso, con conseguenze potenzialmente permanenti… Abbiamo già visto che una diagnosi di disforia di genere spesso funziona come un mantello avvolgente, mascherando i sintomi quasi identici dell’autismo stesso, soffocando le dolorose intangibilità della crescita e spesso occultando una storia di traumi, che possono manifestarsi anche in autolesionismo e anoressia (la transizione medica potrebbe essere considerata l’autolesionismo per eccellenza). Lavorare per identificare e trasformare i traumi infantili è una parte fondamentale del progetto terapeutico. Affrontare questa esperienza formativa può consentire di riformulare il problema della disforia di genere. Tuttavia, trovare un terapeuta “neutrale” non è semplice”.