Sintesi
“Sebbene Sanders et al. (2025) forniscano prove preziose dell’associazione tra autismo e disforia di genere in un ampio campione comunitario, diverse limitazioni e ulteriori opportunità di inclusività e sfumatura meritano attenzione… Lo studio si concentra esclusivamente sulla co-occorrenza di depressione, ansia e tendenza al suicidio. Si tratta di un obiettivo encomiabile, dati i bisogni di salute mentale dei giovani autistici e di quelli con disforia di genere. Tuttavia, la dimensione inevitabilmente ridotta del campione nel gruppo autistico con disforia di genere (n =59) implica che questi risultati debbano essere considerati con cautela. L’analisi ha trascurato una gamma più ampia di condizioni di salute mentale che notoriamente si verificano contemporaneamente sia con l’autismo che con la disforia di genere, come i disturbi alimentari. Ciò è particolarmente sorprendente, dato il crescente numero di ricerche che evidenziano tassi elevati di disturbi alimentari tra i giovani autistici e con diversità di genere (Pham et al., 2021; Strauss et al., 2021). È inoltre importante considerare l’intersezione con altre diagnosi neuroevolutive, come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), che è stato riscontrato essere concomitante sia con l’autismo che con la disforia di genere (Micai et al., 2023; Warrier, Greenberg, Weir et al., 2020), ed è collegato ad ansia e depressione nei bambini e negli adolescenti (Zhang, Liao, Rao, Gao e Yang, 2025). L’inclusione di tali condizioni avrebbe offerto un quadro più completo del rischio per la salute mentale e delle esigenze di servizi in questa popolazione… Data la scarsità di ricerche in questo ambito, segnaliamo diverse opportunità per la ricerca futura di trarre spunto dai risultati attuali. In primo luogo, sono necessari studi longitudinali per esaminare l’impatto della disforia di genere sulla salute mentale durante lo sviluppo. Esaminare queste associazioni nel tempo sarebbe importante anche per interpretare i potenziali effetti di coorte nella popolazione, poiché la consapevolezza della disforia di genere è aumentata nell’ultimo decennio, parallelamente all’aumento delle diagnosi. Riconoscere questa lacuna diagnostica è essenziale per interpretare questi risultati e considerarne le implicazioni per l’erogazione dei servizi”.
Citazione in lingua originale
“While Sanders et al. (2025) provide valuable evidence of the association between autism and gender dysphoria in a large community sample, several limitations and further opportunities for inclusivity and nuance warrant attention… The study focuses exclusively on the co-occurrence of depression, anxiety and suicidality. This is a commendable aim, given the mental health needs of autistic youth and those with gender dysphoria. However, the inevitably small sample size in the autistic with gender dysphoria group (n = 59) means that these findings should be taken with caution. The analysis overlooked a wider range of mental health conditions that are known to co-occur with both autism and gender dysphoria, such as eating disorders. This is particularly striking given the growing body of research highlighting elevated rates of disordered eating among autistic and gender-diverse youth (Pham et al., 2021; Strauss et al., 2021). It is also important to consider the intersection of other neurodevelopmental diagnoses, such as attention deficit hyperactivity disorder (ADHD), which has also been found to co-occur with both autism and gender dysphoria (Micai et al., 2023; Warrier, Greenberg, Weir, et al., 2020), and is linked to anxiety and depression in children and adolescents (Zhang, Liao, Rao, Gao, & Yang, 2025). Including such conditions would have offered a more comprehensive picture of mental health risk and service needs in this population… Given the dearth of research in this area, we note several opportunities for future research to build on the current findings. Firstly, future longitudinal studies are required to examine the impact of gender dysphoria on mental health across development. Examining these associations across time would also be important for interpreting potential cohort effects in the population, since awareness of gender dysphoria has increased over the last decade alongside an increase in diagnoses. Acknowledging this diagnostic gap is essential for interpreting these findings and considering their implications for service provision…”