Sintesi
“Uno degli aspetti più discussi riguarda il rapporto tra disforia e psicopatologia. Gli autori evidenziano come numerosi studi confermino un’elevata prevalenza di depressione, disturbi d’ansia, disturbi alimentari e autolesionismo negli adolescenti con disforia di genere. Resta però aperta la domanda cruciale: queste condizioni rappresentano una causa, una conseguenza o un fattore concomitante? Secondo il modello del “minority stress”, il disagio psicologico deriverebbe principalmente da discriminazione, stigma e isolamento sociale. L’ipotesi ROGD propone invece che, almeno in alcuni casi, problematiche psicologiche pregresse possano contribuire all’emergere dell’identificazione transgender. Particolare attenzione viene dedicata anche al ruolo dei social media e dei meccanismi di “peer contagion”, ovvero l’influenza reciproca all’interno dei gruppi di coetanei. Fenomeni analoghi sono già stati descritti in adolescenza per disturbi alimentari, autolesionismo e sintomi internalizzanti. Un ulteriore contributo al dibattito arriva dagli studi sui detransitioners, persone che interrompono o revertiscono il percorso di transizione. Alcuni riferiscono di aver interpretato retrospettivamente la propria disforia come legata a traumi, disturbi psichiatrici o difficoltà identitarie. Per i ricercatori, il rischio maggiore è la polarizzazione ideologica. Da un lato, considerare il ROGD una verità consolidata potrebbe alimentare atteggiamenti stigmatizzanti verso gli adolescenti transgender; dall’altro, rifiutare aprioristicamente qualsiasi ricerca sul fenomeno rischia di ostacolare la comprensione clinica di casi complessi. La conclusione degli autori è netta: servono studi longitudinali rigorosi, multidisciplinari e basati su molteplici fonti informative — adolescenti, famiglie e clinici — per comprendere meglio le traiettorie evolutive della disforia di genere in adolescenza. Nel frattempo, l’approccio terapeutico deve restare prudente, individualizzato e fondato su un’attenta valutazione psicologica, evitando sia atteggiamenti di sospetto generalizzato sia percorsi eccessivamente semplificati verso interventi irreversibili”.