Frenare sulle cure di affermazione di genere è la scelta giusta. Ecco perché

Pumping the Brakes on ‘Gender-Affirming Care’ Is the Right Call. Here’s Why

Autori MURTHY V.
Anno 2026 (Gennaio)
Fonte I.W.Features
Argomento: Critica alle posizioni favorevoli alle cure di affermazione di genere nell’Università Del Michigan

Sintesi

Come cardiologo, sono particolarmente allarmato dai rischi cardiovascolari che questi interventi comportano per cuori giovani ancora in sviluppo. Gli ormoni cross‑sex, come estrogeni nei maschi biologici o testosterone nelle femmine biologiche, sono noti per alterare i profili lipidici, aumentare la coagulazione del sangue ed elevare il rischio di eventi tromboembolici, ictus, infarto del miocardio e ipertensione. Numerosi studi e revisioni hanno documentato questi pericoli: la terapia estrogenica può aumentare la probabilità di tromboembolia venosa ed eventi ischemici, mentre il testosterone può peggiorare il colesterolo e favorire un ispessimento anomalo del muscolo cardiaco (ipertrofia cardiaca). Negli adolescenti, i cui sistemi cardiovascolari sono ancora in maturazione, questi effetti possono sommarsi nel corso della vita, portando potenzialmente a cardiopatie premature—la principale causa di morte nel mondo. Questi rischi potrebbero teoricamente essere giustificabili se disponessimo di solide prove di benefici rispetto ad approcci alternativi. Ma tali prove non esistono… Documenti interni trapelati nel 2024 hanno rivelato membri WPATH che riconoscevano come molti giovani pazienti non fossero in grado di prestare pieno consenso informato agli effetti irreversibili della “gender‑affirming care”, come sterilità o disfunzione sessuale. Questi file hanno evidenziato lacune etiche e una mancanza di rigore scientifico, erodendo ulteriormente la fiducia nel modello di “affermazione” come unica via… Ciò non significa che non possiamo—o non dobbiamo—trattare la disforia di genere. Anzi, dobbiamo farlo. Ma dovremmo farlo attraverso la terapia, invece di alterare permanentemente i corpi dei nostri pazienti pediatrici e sperare che non sperimentino effetti collaterali potenzialmente fatali... Quando istituzioni d’élite procedono con sicurezza su evidenze deboli—soprattutto su qualcosa di irreversibile come la medicalizzazione del disagio di genere nei bambini—confermano ogni sospetto che siamo più guidati dall’ideologia che dalla scienza”.

Citazione in lingua originale

As a cardiologist, I am particularly alarmed by the cardiovascular risks these interventions pose to developing young hearts. Cross-sex hormones, such as estrogen in biological males or testosterone in biological females, are known to alter lipid profiles, increase blood clotting, and elevate the risk of thromboembolic events, stroke, myocardial infarction (heart attack), and hypertension. Multiple studies and reviews have documented these dangers: estrogen therapy may raise the likelihood of venous thromboembolism and ischemic events, while testosterone can worsen blood cholesterol and promote abnormal thickening of the heart muscle (cardiac hypertrophy). In adolescents, whose cardiovascular systems are still maturing, these effects could compound over a lifetime, potentially leading to premature heart disease—the leading cause of death worldwide.  These risks could potentially make sense if we had strong evidence of benefits over alternative approaches. But this evidence is lacking… Leaked internal documents in 2024 revealed WPATH members acknowledging that many young patients cannot fully consent to the irreversible effects of “gender-affirming care” like sterility or sexual dysfunction. These files highlighted ethical lapses and a lack of rigorous evidence, further eroding confidence in the “affirmation-only” model… That doesn’t mean we can’t or shouldn’t treat gender dysphoria. Indeed, we should, but we should do so via therapy, rather than permanently altering our pediatric patients’ bodies and crossing our fingers that they don’t experience life-threatening side effects… When elite institutions charge ahead on weak evidence—especially on something as irreversible as medicalizing children’s gender distress—it confirms every suspicion that we’re more captured by ideology than we are committed to science.”

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