Sintesi
“I bloccanti della pubertà, principalmente gli analoghi dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRHa), sono diventati una componente integrante delle “cure di affermazione di genere” per i ragazzi. Questi farmaci promettono di ritardare i cambiamenti fisici associati alla pubertà e di offrire agli adolescenti più tempo per esplorare la propria identità prima di sottoporsi a cambiamenti fisici irreversibili, come interventi chirurgici o terapia ormonale sostitutiva. Tuttavia, nonostante il loro ampio utilizzo, permangono importanti interrogativi sulla loro efficacia e sicurezza a lungo termine, in particolare per quanto riguarda gli esiti sulla salute mentale. Abbiamo esaminato l’efficacia dei bloccanti della pubertà nel migliorare gli esiti relativi alla salute mentale, come ansia, depressione e qualità della vita, confrontando i risultati degli studi clinici con quelli di studi psichiatrici controllati con placebo. La nostra analisi si basa su un ampio corpus di ricerche per determinare i benefici relativi dei bloccanti della pubertà in relazione all’effetto placebo, un fenomeno ben documentato nei trattamenti per la salute mentale… Le evidenze attuali suggeriscono che i bloccanti della pubertà non superano sistematicamente i trattamenti placebo in termini di miglioramento della salute mentale, in particolare per quanto riguarda ansia, depressione e qualità della vita. Dato il potenziale di gravi effetti collaterali fisici, è necessaria un’attenta valutazione del ruolo dei bloccanti della pubertà nell’ambito delle “cure di affermazione di genere”… La mancanza di dati solidi sull’efficacia e la sicurezza a lungo termine dei bloccanti della pubertà, unitamente al loro stato sperimentale, solleva notevoli preoccupazioni che rendono difficile giustificarne l’uso diffuso”.
Citazioni in lingua originale
"Puberty blockers, primarily gonadotropin-releasing hormone analogs (GnRHa), have become an integral component of “gender-affirming care” for kids. These medications claim to delay the physical changes associated with puberty and offer adolescents more time to explore their identity before undergoing irreversible physical changes, such as surgery or hormone replacement therapy. However, despite their widespread use, significant questions remain about their long-term efficacy and safety, particularly concerning mental health outcomes. We examined the efficacy of puberty blockers in improving mental health outcomes such as anxiety, depression, and quality of life by comparing findings from clinical studies with placebo-controlled psychiatric trials. Our analysis draws on a broad body of research to determine the relative benefits of puberty blockers in relation to the placebo effect, a well-documented phenomenon in mental health treatments… Current evidence suggests that puberty blockers do not consistently outperform placebo treatments in terms of improving mental health outcomes, particularly for anxiety, depression, and quality of life. Given the potential for serious physical side effects, a careful assessment of the role of puberty blockers in “gender-affirming care” is warranted… The lack of robust data on the long-term efficacy and safety of puberty blockers, along with their experimental status, raises significant concerns that make it difficult to justify their widespread use.”