Sintesi
“Ciò che accade culturalmente negli Stati Uniti spesso arriva in Europa con un certo ritardo. La politica identitaria, nata nelle università americane, ne è il miglior esempio. Sembra aver raggiunto il suo apice. Il calo di interesse per la rivoluzione di genere non è percepibile solo nei media. L’attivismo sul tema «trans», che ha coinvolto anche medici, politici e insegnanti, si sta indebolendo.Anche in Svizzera ci sono segnali in questo senso. Ad esempio, per quanto riguarda la domanda presso i centri specializzati. Nello studio di consulenza di genere della psichiatria e psicoterapia infantile e giovanile dell’Università di Zurigo (KJPP), il numero di richieste di appuntamento per incongruenza di genere è aumentato costantemente dal 2016, raggiungendo un picco di 134 richieste nel 2021. Era il periodo del coronavirus. Nel 2024 il numero si è dimezzato a 60. Per un certo periodo sembrava davvero di moda definirsi trans o non binari. Gli esperti attivisti hanno giustificato l’aumento delle diagnosi come una conseguenza positiva della sensibilizzazione: in passato la transidentità semplicemente non veniva riconosciuta o trattata, mancavano informazioni e modelli di riferimento. Ma se ora i numeri stanno nuovamente diminuendo, ciò non è certo dovuto alla mancanza di informazione. Al contrario”.
Citazione in lingua originale
“Was kulturell in den USA passiert, gelangt oft mit einer Verzögerung nach Europa. Die Identitätspolitik, wie sie an amerikanischen Universitäten den Anfang nahm, ist das beste Beispiel dafür. Sie scheint den Höhepunkt erreicht zu haben. Das nachlassende Interesse an der Gender-Revolution ist nicht nur in den Medien spürbar. Der Aktivismus bezüglich des Themas «trans», der auch Mediziner, Politiker und Lehrer erfasste, schwächt sich ab. Auch in der Schweiz gibt es Anzeichen dafür. Etwa, was die Nachfrage bei Fachstellen betrifft. In der Gender-Sprechstunde der Kinder- und Jugendpsychiatrie und Psychotherapie der Universität Zürich (KJPP) stieg die Zahl der Anmeldungen wegen Geschlechtsinkongruenz seit 2016 kontinuierlich an und erreichte 2021 einen Höhepunkt von 134 Anmeldungen. Es war die Zeit von Corona. 2024 halbierte sich die Zahl um mehr als die Hälfte auf 60. Es schien eine Zeitlang tatsächlich Mode, sich als trans oder nonbinär zu definieren. Aktivistische Fachleute begründeten den Anstieg der Diagnosen zwar gerne als positive Folge der Sensibilisierung: Früher sei Transidentität einfach nicht erkannt oder behandelt worden, Informationen hätten gefehlt, Vorbilder. Doch wenn die Zahlen nun wieder sinken, liegt dies kaum noch an mangelnder Aufklärung. Im Gegenteil…”.