Perché ci sono esattamente due sessi

Why There Are Exactly Two Sexes

Autori  WRIGHT C.
Anno 2025 (Novembre)
Fonte Archives of Sexual Behavior

Sintesi

Questo commento avanza una semplice affermazione con ampie conseguenze: negli organismi anisogami, i sessi – maschile e femminile – sono classi funzionali definite dal tipo di gamete che un individuo ha la funzione biologica di produrre (Bogardus, 2025). I maschi hanno la funzione biologica di produrre sperma; le femmine hanno la funzione biologica di produrre ovuli (Parker et al., 1972). Questa definizione è universale in tutti i taxa anisogami. Gran parte della confusione contemporanea deriva dal confondere il modo in cui il sesso viene determinato (cioè come si sviluppa il sesso), con il modo in cui il sesso viene definito (cos’è il sesso) e dal confondere i determinanti a monte e le correlazioni a valle del sesso con il sesso stesso. Per questo motivo, le aneuploidie e i DSD descrivono variazioni nello sviluppo o nella funzione all’interno dei due sessi; i “tipi di accoppiamento” appartengono a sistemi isogami e sono classi di compatibilità, non sessi; e le descrizioni ‘multivariate’ o “spettro” quantificano la variazione dei tratti all’interno e tra i due sessi senza alterare il numero dei sessi. Il valore scientifico di definizioni chiare e precise è enorme (Dawkins, 2025). Una definizione basata sui gameti impedisce la propagazione di errori nella biologia comparata, nella fisiologia, nell’ecologia e nella medicina. Preserva l’interpretabilità dei fenomeni legati al sesso – selezione sessuale, dimorfismo e compromessi nella storia della vita – e mantiene la disciplina concettuale mantenendo i meccanismi di determinazione (ad esempio, percorsi SRY, sistemi ZW, determinazione dipendente dalla temperatura, segnali sociali) nella loro corretta linea esplicativa. Garantisce inoltre la coerenza tra i taxa: indipendentemente dal fatto che una specie sia gonocorica o ermafrodita e che la determinazione sia cromosomica, ambientale o sociale, i termini “maschio” e “femmina” rimangono significativamente comparabili perché sono ancorati alla funzione riproduttiva piuttosto che a un insieme di tratti che variano ampiamente da un taxa all’altro. Anche la posta in gioco sociale ed etica è significativa. La biologia accurata è distinta dalle questioni di dignità, diritti e dal modo in cui ci trattiamo l’un l’altro. Le controversie politiche non dovrebbero essere risolte ridefinendo, o eliminando, le realtà riproduttive che rendono il sesso un concetto scientifico utile in primo luogo. Quando le categorie sono confuse per ragioni non scientifiche, si invitano danni a valle: protocolli clinici confusi, epidemiologia compromessa, protezioni legali erose e/o contrastanti e diminuzione della fiducia del pubblico nella scienza. In tutti i taxa anisogami, i maschi e le femmine sono definiti dal dimorfismo gametico. Le proposte di ridefinire il sesso in termini di cariotipi, caratteristiche sessuali secondarie, comportamento o altre correlazioni sono incoerenti e presuppongono invariabilmente questo fondamento, perché le categorie “maschio” e “femmina” sono comprensibili solo con riferimento allo sperma e agli ovuli”.

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