Sintesi
“Le fondamenta concettuali della medicina di genere per i giovani abbracciano diverse opzioni controverse… Tuttavia, un recente articolo pubblicato sul Journal of Sex and Marital Therapy fornisce un’importante correzione clinica ad alcune delle narrazioni culturali dominanti… In Exploring the Psychological Mechanism of Transition and Detransition, i ricercatori Lal e Levine attingono a trentasette racconti autobiografici retrospettivi di detransitioner per proporre diversi percorsi evolutivi e psicologici sovrapposti che possono contribuire all’identificazione trans. I meccanismi proposti includono il contagio sociale, i disturbi dello sviluppo neurologico, le risposte dissociative ad abusi sessuali, il disagio legato all’attrazione per lo stesso sesso e le paure riguardanti la sessualità adulta e gli stereotipi di genere. …Lal e Levine, al contrario, sostengono che l’identificazione trans possa funzionare più come un idioma di disagio – una cornice disponibile a livello culturale attraverso cui il disagio psicologico diffuso viene interpretato ed espresso… Aspetto fondamentale, quasi tutti i partecipanti allo studio hanno riferito che le forze sociali e istituzionali hanno svolto un ruolo nelle loro transizioni iniziali… in particolare, alcuni partecipanti hanno paragonato l’ideologia di genere a un ‘virus mimetico’… la cui esposizione si è estesa anche alle scuole… dove la transizione sociale veniva attivamente incoraggiata dal personale… Un altro percorso di transizione emerso dai dati delle interviste riguarda la relazione tra disturbi dello sviluppo neurologico come l’autismo e l’ADHD… In particolare, un terzo del campione ha riferito una diagnosi neuroevolutiva… Un secondo percorso sovrapposto… ha comportato l’identificazione transgender come risposta dissociativa ad abusi sessuali o traumi. Quasi metà del campione (N = 17) ha suggerito che questo abbia avuto un ruolo… collegandosi a un altro percorso… che coinvolge la paura della sessualità adulta e delle aspettative di genere (N = 12)… Curiosamente, un altro tema di transizione emerso è stato che, per alcuni giovani, identificarsi e passare al sesso opposto è stato percepito come meno stigmatizzante rispetto al riconoscere apertamente la propria attrazione per lo stesso sesso… Lo studio offre anche spunti sui potenziali meccanismi che possono contribuire a mantenere l’identificazione trans, tra cui l’‘euforia da validazione’ e la fallacia dei costi sommersi… oltre ai potenziali catalizzatori del cambiamento di identità… che hanno comportato un evento o una conseguenza che ha interrotto le precedenti percezioni di sé dei partecipanti… Sfortunatamente, poiché i racconti dei detransitioner sfidano l’ortodossia del modello di cura affermativo, i loro notevoli bisogni vengono spesso trascurati… Nelle interviste, i partecipanti hanno descritto la sensazione di essere stati abbandonati dall’ambiente medico e ostracizzati dai precedenti coetanei trans… Nel loro insieme, i risultati forniscono ulteriore supporto ai critici che sostengono che il modello ‘affermativo’ sia incompatibile con le migliori pratiche cliniche e privo delle sfumature psicologiche e di sviluppo che dovrebbero essere fondamentali per una solida assistenza clinica… Fondamentalmente, queste discipline devono allontanarsi dal giustificare interventi sperimentali sulla base di rivendicazioni d’identità o imperativi di diritti civili e riconoscere che il disagio, e non l’identità, è il vero oggetto del trattamento.”
Citazioni in lingua originale
“The conceptual foundations of youth gender medicine embrace several contentious assumptions… A recent paper in the Journal of Sex and Marital Therapy, however, provides an important clinical corrective to some of the dominant cultural narratives… In Exploring the Psychological Mechanism of Transition and Detransition, researchers Lal and Levine draw on thirty-seven retrospective autobiographical accounts from detransitioners to propose several overlapping developmental and psychological pathways that may contribute to trans-identification. The proposed mechanisms include social contagion, neurodevelopmental disorders, dissociative responses to sexual abuse, distress over same-sex attraction, and fears surrounding adult sexuality and sex stereotypes. …Lal and Levine, by contrast, argue that trans-identification may function more as an idiom of distress—a culturally available framework through which diffuse psychological distress is interpreted and expressed… Crucially, nearly all study participants reported that social and institutional forces played a role in their initial transitions… notably, some participants compared gender ideology to a ‘mimetic virus’… where exposure extended into schools… where social transition was actively encouraged by staff… Another transition pathway emerging from the interview data involves the relationship between neurodevelopmental disorders such as autism and ADHD… Notably, one-third of the sample reported a neurodevelopmental diagnosis… A second, overlapping pathway… involved transgender identification as a dissociative response to sexual abuse or trauma. Nearly half the sample (N = 17) suggested that this played a role… dovetailing with another pathway… which involves a fear of adult sexuality and gendered expectations (N = 12)… Interestingly, another transition theme to emerge was that, for some young people, identifying as and transitioning to the opposite sex was perceived as less stigmatizing than openly acknowledging their same-sex attraction. …The study also provides insight into potential mechanisms that may help maintain trans-identification, including ‘validation euphoria’ and the sunk-cost fallacy… as well as potential catalysts for identity change… which involved an event or consequence that disrupted participants’ earlier self-conceptions… Unfortunately, because the accounts of detransitioners challenge the orthodoxy of the affirmative-care model, their considerable needs are often overlooked… In the interviews, participants described feeling abandoned by the medical establishment and ostracized by former trans peers… Taken together, the findings provide further support for critics who argue that the ‘affirmative’ model is incompatible with clinical best practices and lacks the psychological and developmental nuance that should be fundamental to sound clinical care… More fundamentally, these disciplines must move away from justifying experimental interventions on the basis of identity claims or civil-rights imperatives and recognize that distress, not identity, is the proper object of treatment.”