Sintesi
“Le complicanze uretrali successive all’allungamento dell’uretra negli uomini transgender, come stenosi e fistole, sono comuni e spesso richiedono interventi chirurgici secondari. Questi interventi variano significativamente nelle tecniche utilizzate e sono valutati con notevole eterogeneità, il che rende una sintesi dei loro risultati preziosa per guidare la gestione clinica. Questa revisione sistematica ha incluso 14 studi selezionati tramite una ricerca in database (Medline, Embase, Web of Science) che riportavano complicanze uretrali dopo allungamento dell’uretra. Tra i 595 pazienti considerati, il 76% è stato sottoposto a falloplastica e il 24% a metoidioplastica. I nostri risultati evidenziano che le tecniche di uretroplastica a stadi hanno dimostrato i tassi di recidiva più bassi (0-25%), in particolare nella gestione delle stenosi lunghe nell’uretra peniena. Al contrario, le uretroplastiche in un’unica fase, soprattutto quelle eseguite senza aumento di volume, sono risultate associate ad alti tassi di recidiva, che raggiungono circa il 50%, anche quando sono stati utilizzati innesti di mucosa buccale per l’aumento di volume. I risultati riferiti dai pazienti sono stati documentati solo in un terzo degli studi inclusi, sottolineando la limitata valutazione funzionale dei risultati dell’uretroplastica dopo falloplastica. La notevole variabilità nelle tecniche di uretroplastica, nei tipi di ricostruzione genitale e negli standard di segnalazione evidenzia la necessità di valutazioni dei risultati più complete e standardizzate. Studi futuri saranno essenziali per approfondire la nostra comprensione e ottimizzare la gestione di questi casi complessi.”
Citazioni in lingua originale
"Urethral complications following urethral lengthening in transgender men, such as strictures and fistulas, are common and frequently necessitate secondary surgical interventions. These surgeries vary significantly in their techniques and are evaluated with considerable heterogeneity, making a synthesized presentation of their outcomes valuable for guiding clinical management. This systematic review included 14 studies selected through a database search (Medline, Embase, Web of Science) that reported urethral complications after urethral lengthening. Among the 595 patients considered, 76% underwent phalloplasty and 24% underwent metoidioplasty. Our findings highlight that staged urethroplasty techniques demonstrated the lowest recurrence rates (0-25%), particularly in the management of long strictures in the pendulous urethra. In contrast, one-stage urethroplasties-especially those performed without augmentation-were associated with high recurrence rates, reaching approximately 50%, even when buccal mucosa grafts were used for augmentation. Patient-reported outcomes were documented in only one-third of the included studies, underscoring the limited functional evaluation of urethroplasty outcomes following phalloplasty. The considerable variability in urethroplasty techniques, types of genital reconstruction, and reporting standards highlights the need for more comprehensive and standardized outcome assessments. Future studies will be essential in advancing our understanding and optimizing the management of these complex cases."