Sesso e genere non dovrebbero essere confusi nei dati medici

Sex and gender should not be conflated in medical data

Autori Margaret McCartney, Susan Bewley
Anno 2025 (Aprile)
Fonte Sesso e genere non dovrebbero essere confusi nei dati medici[
Argomento: confusione fra sesso e genere

Sintesi

In alcuni casi, ai medici di base è stato chiesto di modificare le cartelle cliniche per rimuovere informazioni relative al sesso del paziente. Tale interferenza con le cartelle cliniche presuppone che il sesso sia irrilevante nella storia clinica, quando non lo è… Confondere sesso e genere ha implicazioni anche per l’elaborazione delle politiche. I programmi volti ad affrontare le disuguaglianze sanitarie nelle persone LGBTQ+ hanno portato i sostenitori a consigliare in modo inappropriato i medici sulla prescrizione di ormoni. Una linea guida del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists che presuppone che le donne trans diventino pazienti ginecologiche è rimasta bloccata dalla consultazione nel 2022. La letteratura medica e il materiale informativo per i pazienti che omettono informazioni importanti possono portare a confusione (ad esempio, sostituire la parola “donne” con “persone” può distorcere l’interpretazione della ricerca medica) e disumanizzazione (ad esempio, riferendosi alle donne in funzione della loro anatomia o fisiologia), entrambi fattori che minano l’inclusività. Separare il sesso dall’identità di genere, come raccomandato dal rapporto Sullivan, e avviare discussioni aperte e rispettose con i pazienti permetterebbe di adottare buone pratiche mediche per risolvere questi problemi e mettere al primo posto la sicurezza del paziente. Sia il sesso che il genere possono essere registrati, ma il sesso dovrebbe sempre essere incluso”.

Citazioni in lingua originale

“GPs have in some cases been instructed to alter records to remove information relating to a patient’s sex. Such interference with records assumes sex is irrelevant in a medical history, when it is not… Conflating sex and gender also has implications for policy making. Programmes intended to tackle health inequalities in LGBTQ+ people have led advocates to inappropriately advise clinicians on prescribing hormones. A Royal College of Obstetricians and Gynaecologists guideline that assumes trans women become gynaecological patients remains stalled since consultation in 2022. Medical literature and patient information materials that miss important information potentially lead to confusion (eg, replacing the word “women” with “people” may skew interpretation of medical research) and dehumanisation (for example, by referring to women as a function of their anatomy or physiology), both of which undermine inclusivity. Disentangling sex from gender identity as recommended by the Sullivan report and using open, respectful discussions with patients would enable good medical practice approaches to solve these problems and put patient safety first. Both sex and gender can be recorded, but sex should always be included”.

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