Sintesi
“La relazione affronta questo argomento controverso in tre parti. La prima fa risalire le origini di questo intervento agli anni ’90, quando i clinici di genere olandesi iniziarono a sperimentare l’agonista dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRHa). L’intervento fu giustificato dall’apparente successo di un singolo paziente. La relazione descrive poi come questo farmaco sia stato introdotto nel 2010 dal Gender Identity Development Service (GIDS) presso il Tavistock and Portman NHS Foundation Trust. Il GIDS somministrò GnRHa a 44 adolescenti, ma non pubblicò i risultati di questo esperimento. Il relatore fu il primo a scoprire questi risultati e contribuì a forzarne la divulgazione. Sebbene lo studio non riuscisse a replicare i risultati positivi dello studio olandese, il NHS adottò il GnRHa come trattamento standard per la disforia di genere dal 2015 al 2024. La parte finale della relazione riassume le scarse basi probatorie di questo intervento. I dati sugli esiti a lungo termine sono scarsi. È noto che la soppressione della pubertà ha conseguenze negative sulla densità ossea; si sa meno degli effetti negativi sulla cognizione e sulla funzione sessuale.”