Barriere metodologiche nell’individuazione di benefici per la salute mentale associati ai bloccanti della pubertà
Methodological Barriers to Suggesting Mental Health Benefits Associated with Puberty Blockers
“Sebbene questo studio noti che i suoi risultati dovrebbero essere interpretati con cautela dato il «confondimento non misurato» e la «distorsione da selezione» (selection bias), queste limitazioni sono significative… limitando la conclusione secondo cui i benefici per la salute mentale (mental health, MH) siano associati ai bloccanti della pubertà (puberty blockers, PB). …lo studio non stabilisce un ordine temporale tra l’inizio dei PB e la salute mentale dell’individuo… è impossibile determinare se i PB abbiano migliorato la salute mentale o se coloro che li hanno ricevuti costituissero già un sottogruppo a rischio più basso. Inoltre, l’analisi non tiene conto dello stato di salute mentale o della gravità di partenza… l’associazione osservata potrebbe rispecchiare meglio chi è abbastanza stabile da ricevere i PB, piuttosto che un qualsiasi effetto del farmaco. Correlatamente, lo studio non può controllare i molti fattori che influenzano l’accesso ai PB, come il coinvolgimento familiare, la stabilità psicosociale e l’accesso alle cliniche di genere… Le autorità sanitarie europee e le revisioni sistematiche hanno concluso che la qualità delle prove è molto bassa e che la reversibilità è incompleta… L’inclusione di bicalutamide e medrossiprogesterone (MP) tra i PB introduce eterogeneità… Questo confonde ulteriormente la definizione di esposizione. Infine, il dataset stesso presenta dei limiti… Dati tutti questi fattori – dalla mancanza di sequenziamento temporale e dalla gravità iniziale non misurata, fino all’errata classificazione dell’esposizione e ai limiti del dataset – non ritengo che lo studio possa dimostrare l’ipotesi che i PB apportino benefici alla salute mentale.”