Disforia di genere e anoressia nelle ragazze adolescenti

Traduzione dell’articolo Gender Dysphoria and Anorexia in Adolescent Females pubblicato su SEGM il 10 marzo 2024


Significativi parallelismi tra la disforia di genere e l’anoressia nelle ragazze adolescenti invitano a un approccio differenziato e rispettoso dello sviluppo

Una nuova pubblicazione* su Sexuologie (la rivista della Società Tedesca di Medicina Sessuale, Terapia Sessuale e Scienza della Sessualità/DGSMTW) affronta il tema del forte aumento dell’identificazione transgender nelle adolescenti, che rimane poco esplorato. Gli autori, Korte e Gille, presentano un’ interessante ipotesi per questo nuovo fenomeno, mettendo a confronto e in contrasto la disforia di genere con l’anoressia nervosa e riscontrando così una serie di importanti somiglianze. Gli autori affermano che i clinici che lavorano con adolescenti disforici di genere debbano familiarizzare con le complesse dinamiche dello sviluppo adolescenziale femminile e che gli interventi medici trans-affermativi non dovrebbero essere presi in considerazione fino a quando lo sviluppo adolescenziale non è completo.

Con il permesso della rivista, la SEGM ha pubblicato qui la traduzione integrale in lingua inglese

Sinossi

“Lo sviluppo di un’identità femminile stabile nell’adolescenza è molto complesso, impegnativo, suscettibile di interruzioni e accompagnato da crisi”, osservano Korte e Gille. La pubertà femminile presenta sfide impegnative che ogni ragazza deve imparare ad affrontare. Le crisi transitorie sono comuni in questa fase in cui le ragazze cercano di orientarsi tra i loro corpi che cambiano e le modalità con le quali le famiglie, i coetanei e la società in generale reagiscono a tali cambiamenti. Gli autori osservano che attraversare con successo questa fase cruciale dello sviluppo psicosociale e identitario richiede “un alto grado di disponibilità al cambiamento, flessibilità e ottime capacità di autoregolazione emotiva”.

Quando una ragazza adolescente non riesce a destreggiarsi con successo tra queste sfide, possono insorgere gravi disturbi, tra i quali l’anoressia e la disforia di genere, caratterizzati da conflitti psicologici che si proiettano sul corpo. Entrambi i disturbi possono servire da “strategia di fuga” nel momento in cui la ragazza non riesce a trovare un modo per accettare il suo corpo femminile in formazione. Nella società attuale, tuttavia, la diagnosi di “disforia di genere” può offrire diversi vantaggi:

“… la diagnosi “trendy” di disforia di genere o auto-identificazione come trans offre due vantaggi decisivi rispetto all’anoressia e alla bulimia nervosa: in primo luogo, rispetto ai disturbi alimentari, la sfera di proiezione dell’incongruenza di genere è più vasta, e i limiti non vengono solo inseguiti, ma superati in modo molto concreto, non prettamente simbolico. In secondo luogo, l’incongruenza di genere e l'”essere trans” oggi godono di una forte legittimazione sociale e politica e negli ultimi anni sono stati presentati come materia di diritti umani, cosa che si riflette anche nella “legge sull’autodeterminazione (self-ID)” in programma. Di conseguenza, le persone colpite sperimentano una forte convalida esterna e un rinforzo positivo al loro disturbo – che, secondo i sostenitori di una cura trans-affermativa, non dovrebbe più essere descritto come tale”.

Korte e Gille osservano che “facendo un paragone con l’anoressia, alle ragazze pubescenti viene offerta un’altra opportunità, seppur decisamente drastica, di evitare di affrontare i cambiamenti legati alla crescita e i compiti dello sviluppo, e di esprimere la propria sofferenza individuale in una forma accettata dal nostro tempo e dalla nostra cultura”.

Basandosi sul lavoro clinico con questi pazienti, Korte e Gille osservano che l’identificazione trans nelle ragazze adolescenti può riflettere il desiderio di aggirare le sfide dell’adolescenza femminile piuttosto che una profonda identificazione con la mascolinità. Notano che “sebbene ci sia un pronunciato rifiuto del corpo femminile e/o del ruolo di genere femminile”, spesso non c’è un pronunciato desiderio per le caratteristiche fisiche primarie o anche secondarie del sesso opposto. Gli autori non pensano che esista un’unica causa alla base dell’insorgenza della disforia di genere per tutte le adolescenti. Al contrario, ipotizzano che ci siano molti percorsi differenti alla base dello sviluppo dell’identità trans negli adolescenti, con alcune eziologie comuni:

  • Crisi temporanea di maturazione adolescenziale (ovvero il risultato di un fallimento nei compiti di sviluppo puberale).
  • Non conformità con le aspettative di ruolo di genere (ovvero i requisiti, le regole e le norme su come le ragazze/i ragazzi dovrebbero comportarsi nella rispettiva cultura)
  • Problemi legati alla sessualità (ad esempio, omofobia interiorizzata o peculiarità delle preferenze sessuali, soprattutto negli adolescenti maschi);
  • Condizioni psichiatriche (ad esempio, disturbi dello spettro autistico, traumi, disturbi di personalità).

Gli autori osservano diverse analogie tra l’anoressia e la disforia di genere. Entrambe comportano disturbi dell’immagine corporea in cui l’aggressività è “rivolta contro il proprio io, verso l’interno, ma anche verso l’esterno, contro le persone importanti”. Gli autori notano che:

“… sia nei disturbi alimentari anoressici che nei disturbi dell’identità di genere (disforia di genere), i familiari, in particolare i genitori, sono esposti a forti sentimenti di disperazione e impotenza, oltre agli enormi sensi di colpa e di fallimento che spesso ne derivano. In entrambi i disturbi, questo può intensificare i sintomi del … paziente, in una dinamica relazionale patologica”.

Korte e Gille concludono delineando i passi concreti che pediatri, psichiatri infantili e dell’adolescenza, ginecologi e altri medici possono intraprendere per aiutare le ragazze ad affrontare la pubertà in modo da evitare o attenuare queste crisi dello sviluppo. Gli autori avvertono i medici che la stragrande maggioranza dei casi di disforia di genere che insorge in adolescenza è probabilmente temporanea e si tratta di una crisi di maturazione o di un’insicurezza sull’identità sessuale, piuttosto che sull’identità di genere”.

Gli autori criticano il modello “trans-affermativo” (di affermazione del genere) di assistenza agli adolescenti, che si concentra sulla fornitura di modifiche fisiche del corpo, in quanto incoerente con i principi dello sviluppo adolescenziale. Essi sottolineano l’importanza di affrontare la disforia di genere degli adolescenti all’interno di un quadro di sviluppo, riconoscendo la complessità delle esperienze degli adolescenti e la necessità di interventi personalizzati che risolvano i conflitti sottostanti e promuovano strategie di coping adattive.

Commento della SEGM

La pubblicazione in lingua tedesca, tradotta in inglese qui, è una trattazione intelligente e ricca di sfaccettature sul tema dell’identificazione transgender nelle adolescenti di sesso femminile. Sebbene il titolo “Affinità elettive” (o “Kindred by Choice”) possa confondere i lettori di lingua inglese (il documento stesso è intitolato eponimamente Wahlverwandtschaften, da un famoso romanzo di Goethe), l’articolata esplorazione degli autori delle complessità che circondano lo sviluppo delle adolescenti femminili è ben comprensibile anche nella sua versione tradotta.

Gli autori esaminano le complessità che caratterizzano lo sviluppo adolescenziale femminile, tra cui la maturazione del cervello, la formazione dell’identità e il bisogno di trovare una soluzione in un periodo di sfide decisive per lo sviluppo. Suggeriscono che la disforia di genere e l’anoressia nervosa vadano entrambe valutate nel contesto di questi cambiamenti evolutivi e sono dell’idea che entrambe le condizioni siano tentativi di gestire i conflitti dello sviluppo legati alla formazione dell’identità, all’autonomia, all’immagine corporea e alle aspettative della società.

Questo, a sua volta, suggerisce che l’attuale approccio trans-affermativo alla disforia di genere nei giovani e il focalizzarsi su modifiche fisiche irreversibili del corpo conseguite prima del raggiungimento della maturità non solo è in contrasto con lo sviluppo adolescenziale, ma può anche costituire un danno iatrogeno diretto. I clinici che si occupano di questa popolazione dovrebbero approfondire la loro conoscenza delle complessità dello sviluppo adolescenziale femminile e ascoltare la raccomandazione dell’autore di non “colludere frettolosamente nell’uso di modelli di identificazione trans”.


*Korte, A., & Gille, G. (2023). Wahlverwandtschaften? Trans-Identifizierung und Anorexia nervosa als maladaptive Lösungsversuche für Entwicklungskonflikte in der weiblichen Adoleszenz [Affinità elettive? Trans-identificazione e anoressia nervosa come tentativi disadattivi di risolvere i conflitti di sviluppo nell’adolescenza femminile]. Sexuologie / DGSMTW, 30 (3-4), 105-122.

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