Il Foglio: “Desistere dal gender. Diario di Rebecca”

Il 16 giugno 2025 Il Foglio quotidiano ha pubblicato il racconto potente, vero e doloroso di una ragazza che ha vissuto in prima persona una transizione sociale a maschio, e poi nuovamente a femmina.

Nel suo toccante diario, Rebecca, oggi diciottenne, racconta il percorso complesso e sofferto che l’ha portata a identificarsi come maschio per diversi anni dell’adolescenza, per poi desistere e ritornare a vivere come ragazza. Un racconto lucido che mette a nudo le fragilità di un’intera generazione cresciuta in isolamento, costantemente online e sotto la pressione di un’identità da definire a tutti i costi.

A 13 anni, Rebecca inizia a sentirsi “diversa”, come molte coetanee che, spaventate dal corpo che cambia e da ciò che significa “diventare donna”, abbracciano etichette identitarie come bisex, trans, non binary.

«Mi sentivo strana. Alla stranezza ho dato quel nome».

La sua trasformazione passa per i social, TikTok, la cultura emo, l’incontro con Giulia – una coetanea che si identifica come maschio trans che diventa un punto di riferimento assoluto – e l’approvazione incondizionata da parte della scuola e di alcuni adulti.

«La scuola aveva accettato e assecondava. […] Oggi posso dire che forse avrei preferito che fossero più problematici e che avessero avvisato i miei genitori», riflette con amarezza.

Nel diario, emerge il peso della sofferenza: l’anoressia, l’autolesionismo, l’isolamento e una terapia psicologica affermativa, che non ascoltava i segnali di disagio, mentre spingeva unicamente verso il percorso del cambio di sesso.

Nel tempo, anche grazie al percorso con una nuova neuropsichiatra, Rebecca inizia a ritrovare sé stessa.

Il momento in cui tutto cambia è quando mi arriva questo pensiero compiuto: “Ok, tu puoi identificarti come vuoi, ma il tuo corpo è e resterà quello di una femmina.”

Il ritorno all’identità femminile è un percorso necessario per Rebecca, ma dolorosissimo: si scontra con lo stigma sociale, l’incomprensione di amici ancora immersi nella cultura trans, e una forte rabbia verso chi – consapevolmente o meno – l’ha spinta verso una strada senza ritorno.

«La cosa assurda è che voler essere la ragazza che sono sembra più strano che essere il ragazzo che non ero.»

«Noi ragazzi non siamo capaci di vivere senza etichette […] Fatichiamo a capire qual è il nostro posto nel mondo e cerchiamo un’appartenenza.»

La storia di Rebecca non può passare inosservata: è un grido di allarme ai suoi coetanei, che non si perdano la vita in queste sabbie mobili, ma soprattutto agli adulti che pensano di essere moderni e fare il bene dei ragazzi confermando queste identità improvvisate, quando invece dovrebbero essere guida e terra ferma per loro.

Rebecca ci insegna come in adolescenza il dolore vada accolto, accompagnato e compreso dagli adulti, non indirizzato aprioristicamente e rapidamente verso percorsi irreversibili.

https://www.ilfoglio.it/bioetica-e-diritti/2025/06/16/news/desistere-dal-gender-diario-di-rebecca-7834092 (articolo per abbonati)

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