Gay, non Trans

Una decisa contestazione alla medicalizzazione del genere irrompe nel mainstream politico.

Pubblichiamo la traduzione di un articolo uscito su Gender Clinic News e Broadview l’8 febbraio 2024


La vera questione nella guerra culturale sul gender non è sinistra VS destra, ma piuttosto il significato che si dà alla varianza di genere infantile: non conformità di genere VS identità di genere. Il discorso della deputata britannica Kemi Badenoch ci dà un’idea più precisa di questa rottura.

Lisa Selin Davis

In un’udienza del dicembre 2023 del Comitato per le Donne e le Uguaglianze della Camera dei Comuni del Regno Unito, il Ministro per le Donne e le Uguaglianze Kemi Badenoch ha annunciato che avrebbe scritto al comitato fornendo prove del fatto che “è possibile che bambini che crescerebbero probabilmente gay (attratti dallo stesso sesso) vengano sottoposti a procedure di conversione basate sull’identità di genere e non sull’orientamento sessuale”. Di seguito riportiamo la sezione pertinente della sua lettera – GCN

Kemi Badenoch

Studi prospettici e retrospettivi hanno trovato un legame tra la non conformità di genere nell’infanzia e il successivo coming out come gay.

Il giovane e la sua famiglia potrebbero notare una non conformità di genere prima di conoscere l’orientamento sessuale ancora in formazione. Nel caso in cui la non conformità di genere venga erroneamente interpretata come prova di identità transgender, e il bambino venga affermato con trattamento medico, è verosimile che al bambino non sia stata data la possibilità di riconoscere, accettare o esplorare l’orientamento omosessuale.

Lo stretto legame tra l’attrazione per lo stesso sesso e l’identità transgender per molti anni è stato oggetto di discussione nella letteratura accademica. Nel 1999, gli olandesi fautori della transizione medica di genere per gli adolescenti scrissero (con le loro parole):

“Non tutti i bambini con GID (Disturbo dell’Identità di Genere) diventano transessuali dopo la pubertà… Studi prospettici sui ragazzi con GID mostrano che questo fenomeno è più fortemente correlato alla successiva omosessualità che al successivo transessualismo. Questi risultati sono in accordo con gli studi retrospettivi che hanno dimostrato che gli omosessuali maschi e femmine ricordano più comportamenti cross-gender nell’infanzia rispetto agli eterosessuali maschi e femmine”.

Nel 2012, uno di loro riscontrò un chiaro quadro emergente.

“Gli studi di follow-up hanno dimostrato che solo una piccola percentuale di bambini con disforia di genere diventa transessuale in età avanzata, mentre una percentuale molto maggiore ha un orientamento sessuale omosessuale senza alcuna disforia di genere”.

I dati più recenti del GIDS [la Tavistock youth gender clinic] in Inghilterra dimostrano che i pazienti più grandi [adolescenti] che esprimono un orientamento sessuale sono in prevalenza non eterosessuali. Il 67,7% delle pazienti adolescenti di sesso femminile era attratto esclusivamente da altre donne, il 21,1% era bisessuale e solo l’8,5% era descritto come eterosessuale. Tra i pazienti maschi adolescenti, il 42,3% era attratto solo da altri maschi, il 38% era bisessuale e solo il 19,2% dichiarava di essere attratto solo dalle femmine.

Come ho dichiarato nell’audizione in commissione, sono venuta a conoscenza di segnalazioni preoccupanti secondo cui alcuni medici non sono disposti a lavorare nei servizi per l’identità di genere. La considero una questione molto seria. Come riportato nel rapporto intermedio della Cass Review, il personale addetto alle cure primarie e secondarie ha spiegato di subire pressioni affinché si adotti un insindacabile approccio affermativo, contravvenendo al processo standard di valutazione e diagnosi clinica che è stato loro insegnato.

La Dott.ssa Natasha Prescott, ex medico del GIDS, ha riferito in un’intervista di commiato dal Tavistock che “cresce la preoccupazione che la terapia affermativa di genere, quando applicata in modo imprudente, rappresenti una terapia riparativa ai danni degli individui gay, facendoli diventare etero” e il Dott. Matt Bristow, ex medico del GIDS, ha riferito alla [giornalista] Hannah Barnes di aver avuto la sensazione che il GIDS praticasse una terapia di conversione dei ragazzi gay.

In un sondaggio condotto su 100 detransitioner, il 23% degli intervistati ha indicato l’omofobia o la difficoltà ad accettarsi come lesbica, gay o bisessuale come motivo della transizione e della successiva detransizione. Come hanno fatto notare alcuni medici di genere tedeschi “bisogna rendersi conto che la terapia ormonale precoce può interferire con lo sviluppo del paziente come omosessuale. Probabilmente va contro l’interesse dei pazienti che, a causa della terapia ormonale, non potranno più fare le esperienze fondamentali che gli permetterebbero di sviluppare un’identità omosessuale”.


Video: “Stiamo praticamente assistendo a un’epidemia di giovani bambini gay a cui viene detto che sono trans e che vengono inseriti in un percorso medico” – Kemi Badenoch, dicembre 2023

“Ormai è evidente. La stragrande maggioranza dei giovani che vengono avviati a percorsi medici irreversibili sono attratti dal proprio sesso. Questa è la moderna terapia di conversione gay”

Alleanza LGB, 8 febbraio 2024

Documenti e commenti

La lettera completa dell’On. Badenoch.
La cronaca del Daily Telegraph.
Lo scrittore Ben Appel sulla “nuova omofobia“.
La filosofa Holly Lawford-Smith sul “transing the gay away“.
L’endocrinologo Roy Eappen sulle cure di conferma del genere e sui bambini gay.
L’autore Allan Stratton sulla “affermazione automatica del trans” e sui bambini confusi dall’attrazione per lo stesso sesso.
Lo psichiatra Alexander Korte sui bloccanti della pubertà e lo sviluppo dell’identità sessuale.

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