“Bimbi trans. Piccoli corpi, grandi bugie” La denuncia di Alessandra Arachi
Bimbi trans. Piccoli corpi, grandi bugie (Rubbettino) è in libreria dal 25 settembre, a firma di Alessandra Arachi, nota e stimata giornalista del Corriere della Sera. Non è un’opinionista, non è un’attivista schierata su un fronte o sull’altro, ma una cronista che per anni ha scavato in un mondo poco conosciuto, dove, parole sue, “Era tutto assurdo, pieno di contraddizioni, falsità.”
Proprio la sua credibilità rende il libro prezioso. Arachi ha dimostrato di non avere pregiudizi nei confronti della comunità LGBT, anzi. Ma dal momento in cui ha cominciato a documentarsi, a recuperare le carte, a porre semplicemente delle domande sulla triptorelina, è stata bollata come transfobica e omofoba. Attivisti con cui collaborava da anni hanno cominciato a trattarla con diffidenza e qualcuno anche con aggressività.
Ma questo è il prezzo per aver smascherato un’enorme ipocrisia: come scrive la stessa Arachi sul retro di copertina «Si parla di castrazione chimica per gli stupratori. E si levano gli scudi in nome della democrazia. Ma se la castrazione chimica viene propinata ai bambini non solo diventa magicamente espressione della democrazia. Ma addirittura tutela dei loro diritti» (dal retro di copertina).
L’inchiesta
Il cuore dell’inchiesta non sono opinioni, ma carte, documenti, atti ufficiali che la giornalista ha scovato e messo in fila.
Le scoperte inquietanti, una dietro l’altra, sono diventate un libro che lancia un allarme su realtà poco conosciute e soprattutto sui percorsi di cura proposti alle famiglie di bambini che mostrano disforia di genere.
Non da ultimo il ricatto emotivo sul quale si basa l’intera disponibilità dei genitori ad accettare le cure per il proprio figlio, ovvero il presunto rischio suicidario, che Arachi smonta, dati alla mano.
Il riconoscimento della stampa
Il valore e il coraggio di questo libro-inchiesta non sono passati inosservati. Diversi articoli e videointerviste (pubblicati ad esempio su Il Corriere, RadioRadicale, Libero, Telenord.it, Tempi) stanno dando spazio al libro di Alessandra Arachi, ed è di oggi, 6 ottobre, un editoriale su La Stampa di Lucetta Scaraffia, “Generi e adolescenza: il woke è tutt’altro che morto”, che riconosce pienamente il peso del lavoro di Arachi, ricordando come in Gran Bretagna — paese pioniere dei bloccanti della pubertà — un rapporto ufficiale abbia convinto da tempo i medici a retrocedere sull’utilizzo di questa pratica, mentre in Italia essa resiste, diventando “la nuova frontiera dei diritti da difendere”.
Una barriera che si incrina
Da anni noi di GenerAzioneD, in quanto genitori di giovani con disforia di genere, lavoriamo incessantemente e con urgenza per portare all’attenzione le gravi problematiche che caratterizzano l’assistenza offerta dal sistema medico italiano. Non possiamo che essere profondamente grati ad Alessandra Arachi per il suo importante lavoro, che sta allargando finalmente la crepa in questo muro di superficialità e omertà che tanto può nuocere ai nostri figli e a tutte le famiglie alle prese con questioni legate al genere.
L’incontro con l’autrice a Bologna
Il 15 ottobre 2026 Alessandra Arachi sarà a Bologna per l’incontro “Disforia di genere nei minori”, organizzato dall’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna — una bella occasione per ascoltare direttamente da lei questo terribile scandalo medico. La partecipazione richiede registrazione tramite la pagina ufficiale dell’evento.