L’inchiesta di PANORAMA: “Lo scandalo dei baby trans”

Un articolo di copertina di Alessandro Rico pubblicato su Panorama del 17 gennaio 2024 lancia un’allerta sulle “Transizioni Pericolose”. Il giornalista esamina la situazione italiana per quanto riguarda le transizioni di genere per i ragazzi, evidenziando un inquietante vuoto informativo da parte di chi opera negli ospedali pubblici sulle conseguenze per la salute dei farmaci utilizzati, così come una carenza di incontri di orientamento psicologico precedenti l’inizio degli interventi terapeutici.

Alcune testimonianze rivelano che l’approccio alla disforia di genere è spesso guidato da associazioni private, mentre i genitori di adolescenti con problemi di identità di genere intervistati da Panorama riferiscono di sentirsi dire dagli operatori sanitari, in vari ospedali da nord a sud, la stessa frase scioccante: “Preferite un figlio trans o un figlio morto?”.

Nell’articolo si fa riferimento all’associazione GenerAzioneD, composta da genitori che desiderano il meglio per i loro figli e si preoccupano per l’approccio superficiale e interventista dei centri italiani che si occupano di disforia di genere, e inoltre si rimanda allo scenario internazionale, che ha visto negli ultimi anni un ritorno a un approccio più cauto alla transizione per i minori, anche e soprattutto nei paesi pionieri nell’affermazione di genere.

Ringraziamo Alessandro Rico e la redazione di PANORAMA per aver dedicato una grande attenzione a questo tema così importante e delicato, attraverso un approfondimento accurato e veritiero, che ci auguriamo porti ancora più luce su questo scandalo sanitario che minaccia il benessere dei nostri figli.


PANORAMA, 17 gennaio 2024 “Lo scandalo dei baby trans” di Alessandro Rico (per gli abbonati)
https://www.panorama.it/abbonati/inchieste/scandalo-baby-trans-disforia-giovani

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"Foto di Enriscar, 'FIRENZE-NUOVO PALAZZO DI GIUSTIZIA', distribuita sotto licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0), via Wikimedia Commons."

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