Medicalizzazione del genere in età evolutiva: l’approccio prudente della Finlandia secondo la Dott.ssa Kaltiala
Un’analisi dei criteri clinici e delle evidenze scientifiche che guidano il modello finlandese nella gestione della disforia di genere nei minori.
Dalla fine del 2011, la Finlandia ha istituito un sistema specializzato per la valutazione e il trattamento della disforia di genere (GD) nei minori, che comprende anche la possibilità di avviare interventi di transizione medica. Tuttavia, alla luce delle evidenze raccolte negli ultimi anni, il sistema sanitario finlandese ha adottato un approccio fortemente improntato alla cautela. Una delle principali voci di riferimento in questo contesto è quella della psichiatra Riittakerttu Kaltiala, docente di psichiatria dell’adolescenza presso l’Università di Tampere, autrice di numerosi studi clinici sull’argomento.
Dati clinici e profilo dell’utenza
Secondo le ricerche coordinate da Kaltiala, il profilo dei giovani che accedono ai servizi specialistici in Finlandia si discosta in modo significativo dalle ipotesi iniziali, che si attendevano principalmente bambini di sesso maschile con disforia insorta in età prepuberale e un basso tasso di comorbidità. I dati raccolti indicano invece:
- un’età media di accesso superiore ai 16 anni;
- una prevalenza femminile (85% dei casi);
- un’elevata incidenza di comorbidità psichiatriche (ansia, depressione, disturbi dello spettro autistico, ideazione suicidaria), presenti nella maggior parte dei casi già prima della manifestazione della disforia;
- una percentuale marginale (circa il 10%) di disforia con esordio infantile chiaro.
Questi elementi sollevano dubbi sulla trasferibilità dei protocolli terapeutici internazionali standardizzati, spesso adottati in contesti con popolazioni cliniche differenti. Secondo Kaltiala, l’efficacia degli interventi ormonali nei giovani con comorbidità psichiatriche risulta limitata, in particolare rispetto agli esiti di benessere psichico e funzionale a lungo termine.
Linee guida nazionali: un cambio di paradigma (2020)
In risposta a tali evidenze, il Council for Choices in Health Care in Finland (COHERE Finland) ha emanato nel 2020 nuove linee guida che ridefiniscono l’approccio terapeutico nei casi di GD in età evolutiva. I principali orientamenti includono:
- esclusione di medicalizzazione nei prepuberi, con raccomandazione di supporto psicologico e ambientale;
- priorità alla psicoterapia per gli adolescenti, integrata con un trattamento mirato delle comorbidità prima di considerare opzioni mediche;
- uso limitato e controllato dei bloccanti puberali (GnRH), riservato a casi specifici con disforia precoce e peggioramento durante la pubertà;
- accesso alla terapia ormonale cross-sex solo previa valutazione multidisciplinare approfondita, assenza di patologie psichiatriche e adeguata capacità di consenso informato;
- divieto di chirurgia di riassegnazione di genere prima della maggiore età.
Le linee guida finlandesi qualificano esplicitamente tutti gli interventi medici per la disforia di genere in minori come sperimentali, sottolineando la necessità di un monitoraggio sistematico dei benefici e dei rischi.
Comorbidità psichiatriche e ideazione suicidaria: il contesto clinico
Un altro elemento critico evidenziato da Kaltiala riguarda la frequente associazione tra disforia di genere e disturbi psichiatrici. Pur in presenza di un’elevata incidenza di pensieri suicidari e autolesionismo tra gli adolescenti affetti da GD, i dati finlandesi mostrano che la mortalità per suicidio è bassa e correlata più alle comorbilità psichiatriche che alla disforia in sé.
L’ipotesi che i trattamenti ormonali abbiano un effetto protettivo diretto sulla prevenzione del suicidio nei minori con GD non trova, secondo le analisi finlandesi, riscontri sufficientemente robusti dal punto di vista scientifico. Al contrario, tale narrativa potrebbe generare pressioni indebite su famiglie e operatori sanitari, rischiando di compromettere la sicurezza clinica e il benessere dei pazienti.
Verso un modello integrato e basato sull’evidenza
Il modello promosso da Kaltiala si fonda su una visione integrata dello sviluppo adolescenziale, che colloca la disforia di genere all’interno di un contesto più ampio, spesso segnato da fragilità psicologiche e sociali. I principi guida dell’approccio finlandese includono:
- l’adozione di percorsi psicoterapeutici come prima linea di intervento;
- la valutazione clinica multidisciplinare della stabilità identitaria e della capacità di decisione;
- l’attenzione al rischio di medicalizzazione precoce e irreversibile;
- la promozione di ricerca indipendente e metodologicamente rigorosa come base per ogni scelta clinica.
Conclusione
L’esperienza finlandese, documentata da Riittakerttu Kaltiala, rappresenta un esempio di prudenza istituzionale fondata sull’evidenza. In un contesto internazionale spesso polarizzato, la Finlandia adotta un paradigma centrato sulla protezione della salute psichica dei minori, limitando l’accesso a trattamenti irreversibili e promuovendo un percorso clinico strutturato, prudente e scientificamente motivato.
Perché noi no?