“Stop alla promozione della transizione per i minori”: quando si esporranno anche i pediatri italiani?

Si chiama “Doctors protecting children” la dichiarazione dei medici americani che richiama le associazioni pediatriche americane a interrompere immediatamente la promozione dell’affermazione sociale, dei bloccanti della pubertà, degli ormoni cross-sex, e della chirurgia per i minori che sperimentano un disagio per il proprio sesso biologico.

Mentre in Italia le 5 società pediatriche ancora non rispondono alle nostra domande di chiarimento sulle posizioni prese nell’articolo pubblicato in aprile sull’Italian Journal of Pediatrics, e le 12 società culturali e scientifiche che sono intervenute in difesa dell’utilizzo della triptorelina nei minori con disforia di genere non danno spiegazioni sul perché abbiano dichiarato una riduzione del 70% del tentato suicidio (dato che non è in alcun modo deducibile dal pessimo studio citato), il 6 giugno i medici dell’American College of Pediatrics ci hanno messo la faccia e hanno indetto una conferenza stampa per chiedere alle associazioni pediatriche americane di prendere atto dei danni fisici e mentali provocati dai protocolli affermativi attuali e “raccomandare invece valutazioni e terapie complete volte a identificare e affrontare le comorbilità psicologiche e la neurodiversità sottostanti che spesso predispongono e accompagnano la disforia di genere”.

Si tratta di un appello accorato a tutti i colleghi medici nel quale si chiede di intervenire a difesa dei minori e pretendere dalla leadership delle organizzazioni di cui fanno parte di aderire urgentemente alle nuove evidenze scientifiche.

Doctors Protecting Children Declaration Press Conference- June 6, 2024

La dichiarazione completa può essere letta e sottoscritta qui.

Come sottolineato nel testo della dichiarazione, la scienza ha fornito nuove evidenze – recentemente analizzate dalla Cass Review – che invitano a ripensare l’approccio alla disforia di genere nei bambini e minori. Inoltre, l’associazione WPATH (guidata in gran parte da transattivisti) ha perso ogni credibilità con la diffusione dei WPATH file, dimostrando come il SOC8 (la bibbia della terapia affermativa anche in Italia) non possa essere considerato un documento a cui fare riferimento per il trattamento delle persone con incongruenza di genere.

Il sistema medico italiano non può più aspettare: è urgente riconoscere che la salute dei minori con incongruenza di genere è a rischio e cambiare in fretta la rotta dando credito alla scienza e non all’ideologia. Nessun bambino o minore deve più finire nella trappola dell’affermazione, non ci sarebbe una giustificazione per questo. Sappiamo che molti medici non sono a conoscenza di ciò che accade nei centri per la disforia di genere, altri sono contrari ma non pensano di potersi esporre. Ora però siamo fuori tempo massimo ed è necessario proteggere i nostri ragazzi.

A questo punto, chi tace è complice.


Ne ha parlato Marina Terragni sul Feminist Post, nell’articolo “Pediatri americani contro i bloccanti della pubertà. E intanto al Careggi…”

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