Cosa c’è dietro l’interruzione degli interventi chirurgici di riassegnazione di genere in Galles
A fine agosto è stato sospeso il servizio di chirurgia di riassegnazione di genere dell’unico ospedale del Galles che la praticava. Tra le proteste della popolazione e la raccolta firme per una petizione, cerchiamo di capire cosa ha portato a questa decisione che sembra nascere dal nulla ma che in realtà segue un preciso monitoraggio basato sui dati.
Il 28 agosto 2026 il Cardiff and Vale University Health Board, l’ente sanitario del Galles responsabile della gestione clinica per l’identità di genere del servizio sanitario nazionale per adulti, è stato invitato dal NHS Wales Joint Commissioning Committee (NWJCC), il comitato congiunto per la programmazione dei servizi sanitari del Galles, a sospendere immediatamente tutti gli interventi chirurgici di affermazione di genere, sia quelli da programmare che quelli già pianificati. Tutti gli altri servizi di supporto psicologico, terapia ormonale, consulti endocrinologici e anche l’invio a percorsi di trattamento appropriati, compresa la chirurgia, sono invece rimasti attivi.
Questa decisione è stata presa nel corso della riunione bimestrale del 24 agosto 2026 del Sottocomitato per la Qualità, la Sicurezza e gli Esiti del NWJCC1 e subito messa in atto in attesa dello svolgimento di una revisione clinica indipendente.
Il servizio che si occupa delle questioni legate al genere del Cardiff and Vale University Health Board (WGS) è guidato dalla dott.ssa Sophie Quinney dal 2018 e segue un metodo dichiaratamente affermativo. La dott.ssa Quinney è stata una delle firmatarie della lettera aperta al Ministro della Salute che esprimeva una “profonda mancanza di fiducia nella revisione Cass”.
Già nel luglio 2024 il NWJCC aveva deciso di avviare una revisione indipendente sull’operato del centro e nel settembre 2024 l’incarico era stato affidato al Direttore della Salute Mentale e dei Gruppi Vulnerabili del NHS del Galles. La revisione, tuttavia, non è stata condotta e la richiesta di accesso ai dati fatta al WGS da giornalisti indipendenti per conoscere almeno la percentuale di pazienti che il servizio indirizza alla terapia ormonale di transizione di genere non ha mai avuto risposta.
Che cosa dicono i dati
Grazie alla ricostruzione fatta dal giornalista freelance Nick Wallis, basata sui dati pubblicati dall’NHS britannico, sappiamo che sul totale degli interventi di mascolinizzazione del torace eseguiti nel Regno Unito nel 2025 (un numero di casi che varia da 1276 a 12912) circa il 16% è stato eseguito in Galles dal WGS (207 interventi), nonostante la sua popolazione rappresenti solo il 4,6% del Regno Unito. Per fare un confronto, la Scozia che rappresenta più dell’8% della popolazione ha registrato da 120 a un massimo di 136 casi. Anche nel 2024 il Galles aveva effettuato 234 interventi, il 20% circa di tutti gli interventi effettuati nel Regno Unito. Lo stesso dato preoccupante riguarda gli interventi di vaginoplastica: il WGS ha indirizzato 156 uomini verso questo tipo di intervento, ossia più del 18% del totale degli interventi del Regno Unito. Anche gli interventi di falloplastica hanno rappresentato il quasi il 13% del totale.
Considerando tutti e tre i tipi di intervento chirurgico nel 2024 e nel 2025, il WGS ha indirizzato un numero di persone da 3 a 4 volte superiore, in proporzione alla popolazione, rispetto al Regno Unito nel suo complesso.
Sono questi i dati che hanno portato il sottocomitato che valuta la qualità dei servizi sanitari del Galles a classificare il servizio ad un Livello 3 di attenzione, ossia un livello molto alto che indica la necessità di maggiore supervisione, monitoraggio e miglioramenti significativi nell’erogazione del servizio (report). Tra le problematiche emerse dai processi di revisione e monitoraggio “figurano tassi di invio a interventi chirurgici più elevati rispetto a servizi analoghi in Inghilterra e preoccupazioni circa l’appropriatezza degli invii stessi. Data la rilevanza delle criticità emerse, si stanno valutando misure rafforzate di governance e supervisione in attesa del completamento della revisione indipendente dei servizi per l’identità di genere per adulti in Galles”.
Quali sono le preoccupazioni
Un numero così elevato di interventi rispetto al resto del territorio non può che portare al sospetto che la valutazione dei singoli casi non sia stata effettuata con la dovuta cura.
Ma c’è di più. Il 4 settembre sono stati dati ulteriori dettagli che fanno meglio comprendere le motivazioni per una decisione così drastica e immediata: un numero consistente di persone che vengono indirizzate agli interventi chirurgici dal WGS non sono poi effettivamente sottoposte alle operazioni. In altre parole, molte persone ritenute idonee dal WGS venivano poi scartate dal reparto di chirurgia, e, in percentuale, gli scarti sono stati maggiori rispetto al resto del Regno Unito. Questo punto ha destato molto allarme nel sottocomitato per la Qualità, la Sicurezza e gli Esiti del NWJCC perché alimenta il forte dubbio sull’appropriatezza dei protocolli di valutazione, ossia su come sono state prese in considerazione valori come l’indice di massa corporea, condizioni generali di salute o condizioni di salute non gestite tra cui comorbilità psichiatriche.
Non si tratta dunque solo di un dibattito etico, ma di competenze cliniche di base.
La necessità di effettuare una revisione indipendente sulle procedure di valutazione del WGS è sicuramente una buona notizia perché durante questi anni potrebbero aver indirizzato pazienti non idonei verso interventi chirurgici ad alto rischio e forse non necessari. Un dubbio però resta: se questa revisione verrà effettuata da esperti “clinici specializzati in questioni di genere”, che nella stragrande maggioranza dei casi praticano “cure di affermazione di genere”, potranno essere veramente indipendenti e obiettivi?
La decisione di chiudere la struttura è stata decisamente coraggiosa e probabilmente la valutazione ha considerato che il rischio di effettuare quegli interventi fosse maggiore delle conseguenze della chiusura, incluse tutte le proteste più o meno vivaci che ne sono derivate.
- Lo scopo del Quality, Safety and Outcomes Sub-Committee è quello di garantire che il Comitato Congiunto (NWJCC) commissioni servizi appropriati, sicuri e di alta qualità ad aziende sanitarie, enti del SSN e fornitori del settore privato. Si riunisce ogni due mesi per effettuare il monitoraggio di tutti i servizi sanitari erogati in Galles. ↩︎
- Il dato ufficiale dell’NHS non riporta il numero esatto di interventi per quegli ospedali che hanno effettuato da 1 a 9 interventi, riportando nella tabella un generico <10. Questo modo di registrare il dato porta ad una incertezza che fa oscillare il numero totale da 1276 sicuri a un massimo di 1291. ↩︎