“Mio caro amico”, lettera ad un giovane in detransizione

Pubblichiamo la nostra traduzione di una lettera pubblicata da @TullipR / Ritchie in data 25 ottobre 2023


Mio caro amico,

sei così giovane. Nessuno meriterebbe di dover affrontare ciò che stai affrontando tu, per di più all’inizio della tua vita adulta. Mi ci sono voluti molti anni e molte lezioni di vita per arrivare alle conclusioni a cui tu sei giunto già ora. Non te ne rendi conto, ma sei molto più avanti di quanto pensi.

So che sei distrutto. Nessuno si rende conto di quanto tutto questo sia mentalmente logorante, e neppure noi lo riconosciamo pienamente. Io e te, ogni volta che facciamo la doccia, andiamo in bagno o avvertiamo un dolore qualsiasi, dobbiamo convivere con questo promemoria, che invade la nostra mente con ricordi che preferiremmo dimenticare. Sai bene quanto i pensieri ossessivi possano velocemente trasformarsi in una valanga, e non c’è nulla che possa fermare l’ondata di dolore in arrivo.

Prenditi il ​​​​tuo tempo. La pazienza, soprattutto con te stesso, è importante. Fermati, rallenta, e scoprirai che così facendo le cose diventeranno un po’ più facili, e inizierai ad affrontare le piccole cose con il piede giusto.

Non devi essere forte o resistente. Non devi rassegnarti o sopportare. Il tuo dolore è il tuo dolore, amico mio. Non lasciare che ti definisca come persona. Come tutti, non desidero altro che far sparire il dolore, specialmente il tuo e quello della nostra allegra combriccola di disadattati. Non ti dico che il dolore che provi ora nel tempo svanirà, o che sarà meno amaro, ma diventerà più distante. Resterà nell’aria come un cattivo odore, ma non per tutto il tempo.

Tu non puoi vederlo, perché ora sei in mezzo alla nebbia, ma il tuo futuro è più luminoso di quanto pensi. Hai già fatto tanta strada, e anche se so che non ti sembra di esserti mosso di un centimetro, in realtà sei già molto avanti in alcuni aspetti della vita. Il tuo modo di essere saprà darti una marcia in più per il futuro. La tua resilienza, la tua determinazione, la tua gentilezza, sono tutte qualità preziose che non vengono valorizzate abbastanza di questi tempi. E ti porteranno lontano.

Riconosci a te stesso il merito di essere arrivato fin qui. Sei uno tra i primi ad esserti liberato dalle catene delle false idee. A correre un rischio assurdo e poi avere il coraggio di tornare indietro, dopo tutto l’impegno che ci avevi messo. Questo non è un segno di debolezza, è forza oltre ogni misura. Sai quanto è difficile per chiunque? Eppure eccoti qui.

Conosco quella sensazione di una condanna imminente. Non pensavo che sarei arrivato vivo fino a oggi. Ogni compleanno mi sembrava un bonus, come se fossi ormai ben oltre le mie aspettative di vita. Tuttavia, eccomi qui, che mi avvicino ai quaranta più velocemente di quanto voglia ammettere. E ci arriverai anche tu.

E sì, ci sono molte cose che vorremmo aver fatto diversamente, ma a differenza tua, io ho avuto la fortuna di crescere un po’, di capire il mondo degli adulti da uomo. Tu sei stato operato a soli diciotto anni. Non sarebbe mai dovuto accadere, e tra tutte le persone che meritano di sentirselo dire, ci sei tu. Non è colpa tua. Non eri tu a impugnare il bisturi, né a firmare le valutazioni psicologiche. I tuoi genitori hanno fatto quello che pensavano andasse fatto, e chi può biasimarli? Questa idea ci ha catturati tutti come un turbine. Nessuno di noi se lo aspettava, e nemmeno tu.

Allora non eri affatto lo stesso di oggi. Eri ubriaco dell’idea e ti sei ancor più inebriato con gli ormoni e una visione rosea del futuro. Ora, in pieno hangover da sbornia ormonale, ci stiamo rendendo conto di quanti danni abbiamo fatto. Abbiamo fatto una scommessa e abbiamo straperso. E so che ci sentiamo nello stesso modo, voglio dire, questo è ciò che ci ha unito anche a tutti gli altri della nostra allegra combriccola, che si stanno chiedendo in coro “che cazzo è successo?”

Era come se fossimo ipnotizzati, vero? Ci siamo fatti abbindolare dall’idea, ignorando tutti i segnali d’allarmeTanto da offrire il nostro corpo alla causa, una certezza che non si può mettere in discussione. Se entrambi potessimo viaggiare indietro nel tempo e parlare con noi stessi all’epoca, sono abbastanza sicuro che i nostri io del passato ci direbbero in coro di andare affanculo, vero? Ti sei mai chiesto perché?

So cosa stai facendo, lo faccio anch’io. Ripensare a quel periodo, con il maledetto senno di poi, con una visione cristallina e con sentenze da giudice esterno su ciò che avremmo dovuto o non avremmo dovuto fare. Puoi diventare pazzo ripensandoci, e ancora, e ancora, ma sappiamo entrambi che il passato non cambia. Perché torturarci ulteriormente, non ne abbiamo già passate abbastanza?

Ci si può sentire come se avessimo perso tutto. Che nulla sarà più come prima, e il futuro che una volta sembrava definito e garantito, ora è incerto. Pensavamo che avremmo vissuto la nostra vita con i nostri nuovi nomi, e basta. Che importava se fossimo morti giovani, saremmo almeno morti felici, giusto? E ora ci ritroviamo a quella stessa sensazione di mancanza che avevamo prima della transizione, il vuoto e la solitudine che prendono il sopravvento su tutti i nostri pensieri, ma con in più la devastazione di ciò che abbiamo fatto subire ai nostri corpi.

Non c’è da stupirsi che alcuni di noi soccombano al dolore, o provino a rimuovere tutto tornando al loro nome trans. Perché non dovremmo farlo anche noi? Il tipo di dolore che proviamo noi due in questo momento è molto particolare. Quando le risposte ci venivano servite su un piatto d’argento e il nostro futuro sembrava già scritto, era tutto in discesa. Era più facile arrabbiarsi con chi si opponevano a noi, con chi ostacolava il nostro percorso verso l’autodistruzione. Era così facile e scontato liquidare qualsiasi obiezione come bigotta, superata, vecchia o detta da qualcuno fuori dal tempo.

E ora? È fastidioso quanto tutti avessero ragione su tutta questa faccenda, ed è altrettanto frustrante quante cose non abbiano capito, specialmente le ragioni per cui siamo arrivati ​​qui. Non è tutto bianco e nero e lo stesso vale anche per noi. Esiste un’ampia area grigia, piena di sfumature e variabili, ma niente di tutto questo ormai ha importanza. Siamo ancora qui e stiamo riprovando ad essere uomini.

Ed è difficile sentircisi al cento per cento. Soprattutto quando ti manca una parte molto importante del tuo corpo. Eppure, anche se sappiamo che non saremo mai più completi, c’è come una strana aspettativa che un giorno lo saremo. Forse è la fiducia nei progressi della medicina moderna che ci fa sperare. Mi capita persino di sentir dire: “Al giorno d’oggi fanno crescere gli organi in laboratorio!”

Ma siamo realisti, anche se questa fosse una possibilità, e potrebbe benissimo diventarlo nel corso della tua vita, dovrai prima affrontare un altro intervento chirurgico, così come il tempo che intercorre tra allora e adesso. Cosa fai, metti la la tua vita in pausa? E anche se si potesse fare oggi, è quello che vogliamo veramente? Penso che i nostri corpi ne abbiano passate abbastanza, non credi? Non pensi che sia arrivato il momento di concedersi una pausa?

Per favore, su questo fidati di me. Non morirai da solo. Sembra che nessuno al mondo ti voglia, così come sei, ma ti sbagli. L’esperienza recente mi ha insegnato il contrario e so che anche tu non avrai difficoltà. Sei incredibilmente gentile, intelligente, divertente, di bell’aspetto e la tua presenza è rassicurante.

Il tuo giocare in piccolo non serve al Mondo. 
Non c’è nulla di illuminante nel rimpicciolirsi per evitare che gli altri si sentano insicuri intorno a te.

La nostra paura più profonda, Marianne Williamson

E tu sei troppo brillante per nasconderti alla tua stessa ombraNon vedo l’ora che la nebbia si alzi, così da farti vedere quanto potrà essere luminoso il tuo futuro. Renditi conto che non è ancora finita. Abbiamo qualcosa che molte persone non hanno, un’altra possibilità. Non sarà facile, ma il nostro futuro potrebbe essere luminoso, addirittura brillante, e, se vogliamo osare, pieno di gioia. Ma dovremo arrivarci e costruirlo da soli.

Abbi cura di te, amico mio,
Ritchie xo

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