Quali sono le conseguenze quando un bambino di due anni viene cresciuto dai genitori come una bambina?
Lorsqu'un garçon de deux ans est éduqué comme une fille par ses parents, quelles conséquences...
“La pediatra Hilary Cass, famosa per il suo omonimo rapporto, ha fatto un notevole intervento alla Camera dei Lord britannica riguardo all’ammissibilità degli undicenni alle sperimentazioni cliniche sui bloccanti della pubertà. La dottoressa Cass ha sostenuto che una sperimentazione clinica volta a valutare i benefici e i rischi dei farmaci progettati per ritardare la pubertà nei bambini che mettono in discussione la propria identità di genere ridurrebbe i rischi a cui questi giovani sono esposti. Ha messo in dubbio se tale decisione fosse di natura medica o politica. Ha fornito un esempio convincente. Si tratta di un bambino i cui genitori hanno indetto per lui un percorso di transizione di genere all’età di due anni e mezzo. A undici anni, il bambino vive ancora come una bambina. Ora si rifiuta di andare a scuola, terrorizzato all’idea che il suo sesso biologico venga scoperto. Si isola, esce raramente dalla sua stanza e presenta una fragilità ossea legata al suo stile di vita sedentario… Questo caso ci permette di riconsiderare il concetto di transizione sociale, che per anni è stato presentato come un intervento neutro e reversibile, privo di conseguenze. Cambiare nome, pronomi, abbigliamento o status sociale era visto semplicemente come una forma benevola di sostegno, che lasciava aperte tutte le porte per il futuro. Tuttavia, oggigiorno questa rappresentazione sta diventando sempre più difficile da difendere. Quando un bambino viene cresciuto per quasi dieci anni con la convinzione di appartenere al sesso opposto, possiamo ancora parlare di reversibilità? L’identità si costruisce gradualmente attraverso le interazioni quotidiane, le parole degli adulti e lo sguardo della scuola, dei parenti e delle istituzioni. La ricerca psicologica dimostra che i bambini piccoli sviluppano progressivamente la loro comprensione di sé sulla base delle rappresentazioni trasmesse loro dagli adulti che li circondano. Questa realtà ci spinge a interrogarci sui potenziali effetti di una transizione sociale molto precoce. Il caso presentato da Hilary Cass solleva quindi una questione fondamentale: una transizione sociale in età troppo precoce costituisce un maltrattamento? Questa domanda riguarda i genitori tanto quanto gli operatori sanitari, gli insegnanti e tutte le istituzioni responsabili della tutela dei minori. Ciò comporta anche una revisione critica delle raccomandazioni formulate negli ultimi quindici anni. Mentre i benefici e i rischi dei trattamenti medici sono ora oggetto di un’ampia rivalutazione in diversi paesi, anche la transizione sociale merita una rigorosa valutazione scientifica. Nessuna pratica con conseguenze potenzialmente significative per lo sviluppo psicologico di un bambino dovrebbe essere data per scontata o esentata dal dibattito scientifico.”